Elezioni AfD, le reazioni della politica altoatesina. Lega e FN: "La sinistra si interroghi". PD e Verdi: "Un campanello d'allarme"
Le elezioni in Sassonia-Anhalt preoccupano la sinistra. Foppa (Verdi): "Dobbiamo trovare risposte diverse alle ansie che hanno spinto le persone a votare per loro". Da destra si riconosce l'attrattività delle proposte per i cittadini. Puglisi Ghizzi (Lega): "Non condivido alcuni punti di AfD, ma se fossi un elettore tedesco avrebbero il mio voto"

BOLZANO. I risultati delle elezioni in Sassonia-Anhalt hanno lasciato molti di stucco. La vittoria di AfD (Alternative fur Deutschland), un partito tradizionalmente legato a valori di estrema destra, fa suonare campanelli di allarme in tutta Europa e l’Alto Adige non fa eccezione.
In Sassonia AfD è riuscita a conquistare il 44,8 per cento dei voti e 39 seggi su 83: solo tre seggi la separano dalla maggioranza assoluta. Un risultato epocale, ma prevedibile visto l’aumento del consenso registrato negli ultimi anni. Un aumento che aveva portato tutti gli altri a formare un cosiddetto “cordone sanitario” per evitare che AfD arrivasse al governo. Misura che, forse, non basta più.
In Alto Adige le reazioni sono state varie: da destra Lega e Futuro Nazionale si distanziano dai valori di AfD, ma ne riconoscono l’attrattività per i cittadini.
“Non condivido alcuni punti, anche importanti, di AfD e non ho mai avuto difficoltà a dirlo – scrive Maurizio Puglisi Ghizzi, responsabile della Lega per Merano e Burgraviato –. Ma altrettanto chiaramente dico che, se oggi fossi un elettore tedesco AfD avrebbe il mio voto. A sinistra, invece di interrogarsi sulle ragioni che spingono milioni di cittadini a votare partiti come AfD, si preferisce rispolverare il solito repertorio: nazisti, fascisti, estremisti, pericolo per la democrazia”.
Concorda Massimo Bessone, referente altoatesino del Comitato “Bolzano 308” di Futuro Nazionale: “Continuare a raccontare che chi vota a destra è ignorante, razzista, fascista o incapace di capire non risolverà il problema. Anzi, rischia di aggravarlo. Oggi, nella realtà che rappresento, continuo a credere che il compito di una destra seria sia proprio quello di recuperare il rapporto con i cittadini: una destra forte nelle idee, ferma nei principi, ma rispettosa della democrazia e lontana da ogni forma di odio e di estremismo”.
Sia per Puglisi Ghizzi che Bessone il risultato tedesco racconterebbe di una popolazione stanca di non essere ascoltata su problemi come “immigrazione incontrollata, degrado, criminalità, problemi di integrazione e progressiva perdita della propria identità e delle proprie tradizioni”.
Più categorica la reazione da sinistra, che nell’avvento di AfD vede un campanello d’allarme.
“La Sassonia è un territorio particolare, piccolo e in preda ad una profonda depressione industriale – spiega Stefano Fattor, consigliere comunale e capogruppo del PD a Bolzano –. Non è rappresentativa della Germania intera, ma rappresenta un allarme che va ben oltre le sole politiche sull’immigrazione di Merz”.
Fattor attribuisce la popolarità di AfD al "fallimento" delle politiche del governo Merz: “Hanno tagliato le prestazioni sanitarie, soprattutto quelle ginecologiche, per finanziare le spese militari in uno Stato che ha fatto del welfare il proprio punto forte. Se si aggiunge l’intenzione, già dichiarata, di reintrodurre la leva obbligatoria si capisce come mai la popolazione, soprattutto quella giovane, abbia cercato delle alternative”.
Fa anche il parallelo con l’Italia: “La Meloni ha destinato 20 miliardi alle spese militari, mentre trascura, per esempio, il comparto energia. Ciò che è successo in Sassonia sia un monito contro simili politiche militariste. Spero che in Italia questo provochi un ritorno alle politiche antimilitariste e sociali della sinistra. Purtroppo però vediamo una grande adesione a Futuro Nazionale: il 10 per cento degli italiani crede alle fregnacce dell’ex generale, cosa che può essere attribuita al fatto che un un terzo della popolazione sia analfabeta funzionale”, conclude Fattor.
I Verdi si dicono “preoccupati e spaventati”, come riporta Brigitte Foppa, consigliera provinciale. “È un evento che cambia il panorama politico e pone un dilemma filosofico e politico non indifferente: cosa fare quando in un Paese dove ci si dice tutti democratici si instaura una forza che di democratico ha ben poco”.
“Dall’Italia dobbiamo studiare il caso – continua Foppa – per evitare di trovarci in situazioni simili. Bisogna ammettere che AfD è riuscita a mobilitare la gente, ovviamente non si possono condividere i contenuti, ma possiamo provare a dare risposte diverse alle ansie che hanno spinto le persone a votare per loro”.
“Comunque c’è da preoccuparsi. Ho studiato i grandi conflitti del Novecento per tutta la mia vita e noto dei parallelismi spaventosi. Se guardi i titoli di giornali e sostituisci ebrei con immigrati i titoli sono gli stessi. Come Verdi abbiamo presentato una mozione per far partire delle proposte concrete contro gli estremismi di destra”, conclude la consigliera.


















