Referendum giustizia, la sinistra esulta: "C'è una richiesta di un progetto alternativo al centrodestra". Tosi: "Occasione persa", Urzì: "Prendiamo atto"
Il referendum sulla giustizia non è passato. Le reazioni del centrosinistra e del centrodestra. Sara Ferrari (Pd): "C'è un segnale, un interesse a voler cambiare: una richiesta alle opposizioni di essere uniti per costruire un progetto alternativo". Flavio Tosi (Forza Italia): "E' stata una campagna di posizioni nette e forse ha influito anche non aver preso le distanze in modo più marcato sulla guerra in Iran che è di Trump e non nostra"

TRENTO. Il referendum sulla giustizia non è passato. La destra si rammarica per quella che ritiene un'occasione persa per far compiere all'Italia un passo in avanti, festeggia invece il centrosinistra per la vittoria del "No", una votazione con un margine anche piuttosto ampio.
A spingere per il "No" le città, il Sud e le Isole, oltre a gran parte dell'Emilia Romagna e in particolare la Toscana (Qui articolo). Ora arriva il tempo delle analisi e delle riflessioni. La destra ha cercato di non legare l'esito del voto alla tenuta del governo, tuttavia manca un anno alla scadenza della legislatura.
Dall'Alto Adige (Qui articolo) al Friuli Venezia Giulia (Qui articolo), le reazioni sono un po' tutte simili tra celebrazioni e ridimensionamento del risultato.
"Ha vinto il 'No' a una riforma imposta dalla maggioranza e dunque politicizzata fin dall’inizio", il commento del sindaco di Trento, Franco Ianeselli. "No agli attacchi sguaiati alla magistratura e alle minacce di epurazione dei giudici scomodi. No alle previsioni farlocche di chi assicurava che la vittoria del Sì avrebbe portato in galera i criminali di ogni risma, mentre la sua sconfitta avrebbe liberato stupratori e pedofili. La verità è che la valanga di voti contro la riforma della giustizia è stata messa in moto non solo dal testo, ma soprattutto da un contesto che lasciava presagire finalità diverse da quella della separazione delle carriere. Davanti a questo scenario opaco, il Paese si è mobilitato oltre le previsioni, a dimostrazione che quando la posta in gioco è alta, si va alle urne anche se splende il sole. Non lasciamo che questa passione si disperda, che la vitalità della nostra democrazia sia un episodio isolato".
Un'affluenza al 59% e in forte controtendenza rispetto alle ultime chiamate alle urne. Il Trentino si colloca sopra la media nazionale, con il 65% degli aventi diritto, per un dato complessivo a livello nazionale poi ridimensionato dall'Alto Adige.
"Il dato della partecipazione è una grande soddisfazione", dice la deputata Sara Ferrari (Partito Democratico). "Una cittadinanza attiva è un elemento sano per la democrazia, in particolare in un territorio autonomo. E' una risposta al tentativo di modifica in chiave autoritaria voluta dal governo Meloni. Una modifica della carta fondamentale sbagliata nei tempi e nei modi, senza una discussione e un coinvolgimento del parlamento. La volontà dei cittadini è chiara rispetto a una modifica della Costituzione senza una necessità reale".
Un Partito Democratico che in passato si è schierato per la separazione delle carriere. "E' vero ma allora sarebbe stata sufficiente una legge ordinaria come nel caso di quella Cartabia, che abbiamo votato dopo una discussione in parlamento", evidenzia Ferrari. "In questo caso si è cercato di modificare ben 7 articoli della Costituzione. Un tentativo di accentramento autoritario per controllare la magistratura, un disegno politico che avrebbe portato a cambiare gli equilibri di potere".
La politicizzazione? "Non c'è nulla di più politico della Costituzione". In Trentino vince il "No" anche se con un margine risicatissimo. Presto per pensare alle Provinciali, più vicine però le Politiche. "Sicuramente c'è un segnale, un interesse a voler cambiare", aggiunge Ferrari. "Una richiesta alle opposizioni di essere uniti per costruire un progetto alternativo".
Al termine dello spoglio, Casa Autonomia "si congratula innanzitutto con tutte le cittadine e i cittadini che hanno mantenuto l’impegno di recarsi al voto, contribuendo così ad innalzare il livello di partecipazione rispetto alle ultime consultazioni", spiegano la consigliera provinciale Paola Demagri e il segretario politico Michele Dallapiccola. "E' stato bello vedere il risveglio delle cittadine e dei cittadini, consapevoli forse di aver toccato il fondo e determinati a rialzarsi".
Questo voto, per Casa Autonomia, segna un punto di ripartenza: "Un tornare a prendersi cura della democrazia, a riannodare il filo con il proprio ruolo, con la propria voce, con il proprio futuro. Riteniamo di aver fatto la nostra parte per salvaguardare la Costituzione italiana, respingendo un metodo che, a nostro avviso, avrebbe rischiato di cancellare con un colpo di spugna principi fondamentali del nostro ordinamento. A caldo, non possiamo che dire grazie a tutte le persone che hanno sostenuto il No. Con questo No, e con una partecipazione così ampia, si è espresso molto più di una semplice croce sulla scheda. Proseguiamo su questa strada: quella della democrazia, della partecipazione e del tornare a governare per il popolo e non per il potere".
Invece Campobase "rivendica con convinzione il proprio impegno a favore del No al referendum", dice la segretaria provinciale e consigliera provinciale Chiara Maule. "Posizione che è prevalsa sia a livello nazionale che provinciale. Una valutazione che, come abbiamo più volte sottolineato durante la campagna referendaria, si è giocata su un doppio piano: quello del merito e quello politico. Nel merito, la riforma sottoposta a referendum conteneva anche alcuni elementi di interesse, che meritavano attenzione e approfondimento. Tuttavia, accanto a questi, erano presenti criticità evidenti, in particolare legate a meccanismi di estrazione sperequata, che hanno sollevato forti perplessità. Con il passare delle settimane, però, il confronto si è progressivamente spostato su un piano chiaramente politico, rendendo inevitabile una scelta netta".
Per questo Campobase ha sostenuto con determinazione il No, "contribuendo in modo attivo e responsabile alla costruzione, anche a livello Trentino, di un fronte ampio e consapevole", continua Maule. "La questione giustizia rientrava in una valutazione più complessiva sul modo di governare di questo governo della destra che a nostro giudizio è assolutamente negativo. Il risultato conferma la bontà della nostra posizione che assume un valore politico rilevante alla luce del dato trentino dove la distanza tra Sì e No risulta più contenuta rispetto al dato nazionale. Un segnale che evidenzia come il nostro contributo sia stato determinante nel rafforzare le ragioni del No sul territorio".
A intervenire anche il centrodestra. "Si prende atto dell'occasione persa e rispettiamo il voto degli italiani. La riforma della giustizia con la separazione delle carriere, che era fino a pochi mesi fa, cioè prima della proposta del governo Meloni, nel programma anche del Pd: un impegno dell’attuale coalizione di governo e come tale andava mantenuto", dice il coordinatore regionale e deputato Alessandro Urzì. "Il parlamento ha fatto quanto il centrodestra si era impegnato a fare e gli italiani hanno legittimamente deciso di lasciare la giustizia come è oggi e si è rinunciato al cambiamento.
E' fino a questo momento forse la sconfitta più pesante dell'esecutivo guidato da Meloni ma non sono attese grandi ripercussioni sulla tenuta del centrodestra. "Sul piano politico e di governo non cambierà nulla, non è mai stato un voto sul governo ma solo sulla riforma", prosegue Urzì. "E di questo voto, come detto, si prende atto La spinta riformista del governo proseguirà come da impegni assunti verso i cittadini che infine sono gli ultimi arbitri, come previsto dalla Costituzione".
Il partito di Giorgia Meloni ribadisce che "non c’è stato un assalto alle istituzioni democratiche: proporre modifiche del testo della costituzione così come previsto dall’articolo 138 della stessa è un diritto democratico, come è pienamente legittimo che i cittadini possano esprimersi sempre secondo quanto previsto dalla legge. Certo, prendiamo atto che quasi la metà del paese ritenesse utile un cambiamento. E prendiamo atto anche di come sulla riforma siano state dette da chi si è opposto un'infinità di bugie. La gran parte delle motivazioni usate come bandiera a partire da quella per cui si sarebbe esercitato un controllo politico sulla magistratura non erano sostenute da alcun dato di realtà. È democrazia che i cittadini sia pur di stretta misura abbiano voluto comunque crederci. Il voto sul governo e sul bilancio complessivo dell’azione della maggioranza di centrodestra ci sarà alla scadenza naturale della legislatura. E ci si presenterà con l’orgoglio di avere rispettato l’impegno con gli elettori su ogni punto del programma sul quale si era chiesto il voto. Questa è la differenza tra chi attualmente governa e chi, anche se nel proprio programma ha da sempre la separazione delle carriere, se la realizzano poi gli altri la contrasta".
Un'occasione persa anche per Flavio Tosi, ex sindaco di Verona e ora anche commissario di Forza Italia in Trentino. "Mi sono espresso coerentemente per il 'Sì' perché sostengono la necessità di cambiare, una riforma che consideravo giusta, tanto che all'epoca avevo votato favorevolmente anche a quella di Matteo Renzi. Dispiace per l'Italia. Purtroppo non c'è stata una discussione sui contenuti, il referendum è stato politicizzato e così è stato danneggiato il Paese. E' stata una campagna di posizioni nette e forse ha influito anche non aver preso le distanze in modo più marcato sulla guerra in Iran che è di Trump e non nostra".
Il "Sì" si è affermato in particolare nel Nord Italia ma non è bastato a fronte dell'onda del "No". Nessun problema sul governo oggi ma qualche riflessione andrà fatta. "Le Provinciali sono legate alle persone e ai territori, seguono altre logiche e per questo si vedrà a tempo debito. Per le nazionali è già qualcosa di diverso, la vittoria non è scontata e dobbiamo saper cogliere questo segnale per restare uniti e compatti. Adesso però si riparte con azioni di governo ancora più incisive", conclude Tosi.












