Referendum, Alto Adige ultimo per affluenza. Bianchi: "Tema poco sentito nel mondo tedesco". Sinistra Die Linke: ''Gli elettori non si fanno trattare da idioti''
Le reazioni in un Alto Adige maglia nera per affluenza alle urne. Per Urzì è ''un'occasione persa''. Kompatscher: ''Risultato più netto del previsto''

BOLZANO. Il verdetto delle urne altoatesine sul referendum per la riforma della giustizia restituisce l'immagine di una provincia a due velocità, dove il "No" prevale in linea con il dato nazionale ma in un contesto di partecipazione che segna il minimo storico in Italia.
Mentre nel resto del Paese l'affluenza ha sfiorato il 59%, dimostrando una mobilitazione civile superiore alle aspettative della vigilia, l'Alto Adige si è fermato a un magro 38,80%, maglia nera nazionale per partecipazione al voto (QUI l'articolo con i dati nel dettaglio).
Questo scollamento tra la cittadinanza locale e i temi della riforma costituzionale mette in secondo piano la vittoria dei contrari al testo, evidenziando una distanza marcata tra il dibattito istituzionale e la sensibilità del territorio, specialmente se confrontata con il vicino Trentino, dove i cittadini si sono recati in massa ai seggi raggiungendo un’affluenza record del 65,22%.
Le reazioni della politica locale riflettono questa frammentazione, a partire dalle parole dell'onorevole Alessandro Urzì, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, che parla apertamente di un'occasione perduta per il cambiamento della giustizia.
"Fratelli D'Italia come sempre ha troppo rispetto degli italiani per non rispettarne il voto - ha dichiarato Urzì che aggiunge - sino a pochi mesi fa, ossia prima che la riforma la facesse il governo Meloni, nel programma anche del Pd, era un impegno dell'attuale coalizione di governo e come tale andava mantenuto", ha ricordato Urzì. "Sul piano politico e di governo non cambierà nulla, non è stato mai un voto sul governo ma solo sulla riforma. La spinta riformista del governo proseguirà come da impegni assunti verso i cittadini che infine sono gli ultimi arbitri, come previsto dalla costituzione", ha aggiunto.
Di segno opposto è la lettura di Sinistra Die Linke, che celebra il risultato come una prova di maturità degli elettori: "Il voto di oggi dice una cosa semplice e chiarissima: gli elettori e le elettrici non si lasciano trattare da idioti. Hanno ascoltato settimane di propaganda, di falsità scollegate dalla realtà, e alla fine hanno risposto con un NO netto, che non lascia spazio a interpretazioni - commentano i rappresentanti del partito - È stata una delle campagne referendarie più brutte degli ultimi anni: senza un vero confronto, con dibattiti sistematicamente deragliati e un rumore di fondo continuo. Ma tutto questo non ha scalfito la sostanza. Quando è in gioco la Costituzione, le persone capiscono benissimo cosa sta accadendo. Gli slogan non hanno funzionato, la manipolazione del clima pubblico nemmeno".
Sul fronte istituzionale, il Presidente della Provincia Arno Kompatscher osserva come il risultato nazionale sia stato più netto del previsto, ammettendo di essersi aspettato un margine più risicato. Kompatscher evidenzia che in provincia di Bolzano il distacco tra i due fronti è apparso meno marcato rispetto alla media italiana e ricorda che la Svp non aveva fornito indicazioni di voto ufficiali, non ravvisando effetti immediati sull'autonomia, nonostante lui stesso e il presidente del partito Dieter Steger avessero annunciato il proprio sostegno alla riforma. Anche per il Landeshauptmann, l'esito non dovrebbe produrre conseguenze politiche dirette sulla stabilità del governo nel breve periodo.
"Per quanto riguarda il risultato elettorale dell’Alto Adige va rilevato un’affluenza al voto molto bassa da parte della popolazione di lingua tedesca mentre invece nei comuni con buona componente lingua italiana è stato una buona affluenza in linea con quella nazionale - commenta l'assessore Provinciale e numero uno locale di Forza Italia, Christian Bianchi. "Evidentemente per molte persone di lingua tedesca, il tema della giustizia non è così importante e quindi hanno ritenuto di non volersi esprimere in tal senso". conclude.












