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Trento
06 febbraio | 20:39

Truffa del Madoff del Portogallo, condanna a sei anni per tutti gli imputati: coinvolti 3 trentini, risarcimenti per oltre un milione e mezzo di euro

Quella portata a galla nel 2017 dalla Guardia di Finanza è stata una vera e propria rete criminale collegata al "Maddoff del Portogallo", Jorge Antero Silva Queiroz. Nelle scorse ore la condanna di 6 persone e fra queste anche tre trentini 

Truffa del Madoff del Portogallo, condanna a sei anni per tutti gli imputati
di Redazione

TRENTO. Una condanna a 6 anni di reclusione oltre al pagamento delle spese processuali per le persone coinvolte nella truffa del Madoff lusitano e fra questi anche tre trentini (QUI L'ARTICOLO).

 

La condanna, arrivata nelle corse ore, ha riguardato tre trentini,  un immobiliarista (Giandonato Fino), un promotore finanziario (Leonardo Sala) e un ex bancario (Massimiliano Achler) assieme a  Salgado Ivo Vaz e Simone Criscuolo.

 

Regge quindi l'impianto accusatorio ad esclusione dell'accusa dell'associazione per delinquere che è stata invece ritenuta non sussistente dal collegio. 

 

Una quarantina le persone che riceveranno un risarcimento per un totale che di oltre un milione e mezzo euro e difese dagli avvocati Nicola Zilio, Marcello Russolo, Roberta Pedrotti, Dario Romeo, Davide Maiorana e Silvia Zanetti. 

 

Accolte anche le richieste di alcune delle parti civili che hanno chiesto un sequestro conservativo sulla villa milionaria di proprietà di Fino e attualmente sottoposta a sequestro preventivo. Sullo stesso immobile il Pubblico Ministero ha chiesto e ottenuto la confisca in favore dello Stato che però sarà quindi limitata alla parte che non andrà in favore delle parti civili. 

 

Scontato il ricorso in appello da parte di tutti gli imputati. 

 

LA VICENDA
Quella portata a galla nel 2017 dalla Guardia di Finanza è stata una vera e propria rete criminale collegata al "Maddoff del Portogallo", Jorge Antero Silva Queiroz. Uno che già  diversi anni fa era stato condannato a pagare una multa di 100.000 euro dalla Consob perché una sua società (Betexp) proponeva alle persone di entrare in un sistema piramidale di scommesse "garantito" da un algoritmo.

Truffatore internazionale, Quieroz, avrebbe creato una serie di reti strutturate sullo stesso principio. Meglio, dal 2011 la sua attività è proseguita con l'aiuto di altri tre complici "europei" (un portoghese, un neozelandese e un inglese) e, in Italia, tre complici trentini cruciali per agganciare le vittime "nostrane". Come? Con il loro carico di affidabilità e credibilità che si portavano dietro dal loro bagaglio professionale e per il fatto che erano tutti molto conosciuti e stimati anche per attività extra lavorative.

 

Un ex banchiere (anni fa responsabile di filiale a Cavedago e Molveno), un immobiliarista (già patron del Molveno Volley, allenatore del CasaSebastiano Coredo e giocatore, in gioventù, in tantissimi club locali) e un promotore finanziario (iscritto all'Albo quindi ancor più affidabile e competente). Erano loro, da quanto emerge dall'operazione Goodsense della finanza trentina, ad organizzare incontri e conferenze con potenziali vittime in alberghi ed hotel, il più delle volte proprio in Trentino (infatti al momento delle 77 vittime accertate ben 62 sono trentine, mentre le altre 15 sono riconducibili a Emilia Romagna, Veneto e Lombardia).
 
Ad essere truffati per un valore totale (al momento) di 2,5 milioni di euro sono stati, così, albergatori, ristoratori, commercianti, dipendenti di impianti di risalita, pensionati, dipendenti di supermercati, anche altri promotori finanziari. Insomma, persone comuni che, sperando di fare soldi facili, si sono fidate di questo fantomatico "algoritmo" che li avrebbe dovuti far vincere grazie a un circuito di scommesse e fargli guadagnare, così, interessi dell'8-10% ogni mese.

 

Addirittura la Guardia di Finanza era riuscita ad immobilizzare solo ai tre trentini, beni e denaro per un controvalore di 2 milioni e 410 mila euro (compresa una villa a Molveno, una palazzina, un box auto, quattro terreni, quattro autovetture, una moto, le quote sociali di 5 società e circa 65.000 euro giacenti su conti loro intestati).

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