Truffa dei lingotti d'oro, investitori "beffati": i (pochi) soldi recuperati vanno allo Stato
Per i primi cinque imputati legati alla Global group consulting, la società di consulenza al centro della "truffa dei lingotti d’oro", è arrivata la prima sentenza di condanna: ma il denaro recuperato è andato allo Stato e non alle parti civili

TRENTO. Dopo la truffa, la beffa: non c'è pace per i tanti investitori (circa 2.000 a livello nazionale quelli che si sono costituiti parte civile, quasi 300 fra Trentino e Alto Adige) che erano stati coinvolti nell'ormai nota "truffa dei lingotti d'oro" pubblicizzati dalla Global Group Consulting.
Nonostante la prima sentenza di condanna dei primi cinque imputati sui soli 6 milioni di euro finora recuperati (non un granché se si considera che sarebbero "spariti" oltre 89 milioni) la sentenza di primo grado ha infatti disposto la confisca di quei denari.
Tradotto, andranno allo Stato e i creditori non avranno nulla. Le parti civili speravano di riuscire a recuperare almeno una parte del denaro perso inserendosi nel pignoramento, e invece per il momento niente da fare. Non è escluso che le parti civili provino con i propri legali a impugnare in Cassazione i patteggiamenti, ma la strada sarà lunga.
Come detto è arrivata la prima sentenza di condanna per cinque imputanti, ma restano aperte le posizioni dei due latitanti considerati dall'accusa i promotori dell’associazione, Samuel Gatto e Stefania Conti Gallenti, che per anni hanno promosso l’acquisto di oro senza l’autorizzazione della Consob e si sono dati alla latitanza poco prima degli arresti nel gennaio 2025. Il processo ai due comincerà a marzo.
La promessa agli investitori era quella di un tasso di remunerazione fisso del 4% mensile, un guadagno addirittura del 48% l’anno grazie a presunti investimenti nel settore farmaceutico in realtà mai davvero effettuati. Un tipico "schema Ponzi" che secondo l'accusa attirava nuovi potenziali investitori non solo con il passaparola ma anche con una aggressiva attività pubblicitaria attraverso eventi promozionali, sponsorizzazioni a realtà sportive e profili social.
La truffa era emersa grazie alla denuncia di due donne coinvolte da una conoscente nel "giro" mentre si trovavano in vacanza a Ortisei e che avevano perso circa 30 mila euro nel presunto acquisto di lingotti d'oro.












