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Trento
14 aprile | 11:52

Donna invalida di 80 anni truffata per 200 mila euro: l’inganno spietato di due uomini che hanno tradito la sua fiducia e svuotato una vita di risparmi

I due sostenevano di essere in procinto di lanciare un’innovativa App chiamata “Lino Shopping APP (Lino il maialino salva soldino)” ​e hanno raggirato la vittima convincendola a sottoscrivere un contratto di acquisto di quote societarie con la promessa di rendimenti ben superiori all’investimento iniziale

Donna invalida di 80 anni truffata per 200 mila euro: l’inganno spietato di due uomini che hanno tradito la sua fiducia e

TRENTO. I finanzieri del comando Provinciale di Trento hanno dato esecuzione ad un sequestro per 200 mila euro, nei confronti di 2 indagati per le ipotesi di reato di truffa aggravata ed autoriciclaggio.

 

Le indagini, avviate a seguito di querela, hanno consentito di disvelare una frode ai danni di una donna invalida di circa ottanta anni residente in Trentino. La donna, senza figli o parenti prossimi cui rivolgersi, sarebbe stata individuata quale comodo bersaglio cui “spillare” i risparmi di una vita.

 

Stando a quanto ricostruito dall’attività investigativa, gli indagati hanno costruito un legame emotivo e di fiducia con la signora e, approfittando dello stesso, hanno raggirato la vittima convincendola a sottoscrivere un contratto di acquisto di quote societarie con la promessa di rendimenti ben superiori all’investimento iniziale.

 

Gli indagati hanno millantato prospettive di guadagno irrealistiche a seguito dell’ingresso della società nel settore dell’innovazione digitale nell’ambito della produzione di software ed applicazioni per pc e smartphone.

 

I due sostenevano di essere in procinto di lanciare un’innovativa App chiamata “Lino Shopping APP (Lino il maialino salva soldino)” che avrebbe avuto lo scopo di aiutare gli utilizzatori a risparmiare sulla spesa anche attraverso l’elargizione di premi e cashback. L’App, tuttavia, non è mai effettivamente entrata in commercio.

 

A fronte dell’acquisto di quote per un valore economico stimato in circa 2mila euro, la signora ha pagato oltre 100 volte il valore delle stesse, versando ben 200mila euro.

 

Le indagini, condotte anche con l’ausilio di accertamenti bancari e testimonianze, hanno permesso di ricostruire i flussi delle somme fraudolentemente ottenute dai due imprenditori ed il successivo reimpiego in attività economiche a loro riconducibili.

A conclusione delle indagini, il Gip del Tribunale di Trento ha emesso, a carico dei citati indagati, un decreto di sequestro preventivo per un importo pari al valore della truffa, quantificato in complessivi 200mila euro.

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