Uccidono a badilate sei cuccioli di maremmano: a processo due pastori
Avrebbero ucciso sei cuccioli di maremmano a badilate, finendo poi a processo. Protagonisti della terribile vicenda, due pastori, tra i quali un 38enne di Trento condannato a 5 mesi per maltrattamento di animali

SELVAZZANO. Avrebbero ucciso sei cuccioli di maremmano a badilate, finendo poi a processo. Protagonisti della terribile vicenda, due pastori, tra i quali un 38enne di Trento condannato a 5 mesi per maltrattamento di animali.
Mentre quest'ultimo ha presentato ricorso tramite l'avvocato, il suo collaboratore di origini romene è ancora a giudizio. I fatti risalgono al lontano aprile del 2017, quando una mamma e sua figlia stavano percorrendo in bicicletta l'argine sinistro del fiume Bacchiglione, nella zona di Selvazzano.
Ad attirare la loro attenzione, un gregge di pecore, controllato dal pastore romeno con l'aiuto di una femmina di maremmano in evidente stato di difficoltà, poiché aveva da poco partorito.
Il pastore, avvicinatosi alle due, aveva raccontato di avere ucciso e seppellito i cuccioli nati il giorno precedente. Riportata la vicenda al marito, la mamma aveva immediatamente deciso di sporgere denuncia.
Il giorno dopo gli inquirenti, insieme a un veterinario, avevano raggiunto gregge e pastore, riuscendo a rintracciare il punto in cui erano stati seppelliti i cagnolini, tre dei quali davano ancora segni di vita. Nonostante le cure prestate, però, i cuccioli erano deceduti (tutti) qualche ora più tardi.
Il pastore 38enne di Trento, proprietario del gregge custodito dal conduttore di organi romene e già condannato per maltrattamenti di animali, interrogato dagli inquirenti si era prontamente difeso giurando di essersi recato a Rabbi nel giorno della morte dei cagnolini, racconto giudicato non credibile dalla Procura.
Mentre il trentino è stato condannato a 5 mesi (ma ha già presentato ricorso), il collaboratore di origini romene sarebbe ancora in attesa di giudizio.














