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Trento
31 marzo | 19:59

Un forte rumore e i massi di grandi dimensioni piombano sulla statale, un doppio (ennesimo) crollo di roccia in poche ore sulla statale dell'Alpe Cimbra

Doppio crollo in poche ore sulla statale che collega Trentino e Veneto. Massi di grandi dimensioni sono nuovamente piombati sulla strada

Un forte rumore e i massi di grandi dimensioni piombano sulla statale

FOLGARIA. Un'altra frana si è staccata dal versante della montagna che sovrasta le località Buse e Busatti sull'Alpe Cimbra. Due massi di grandi dimensioni sono piombati sulla strada, già chiusa dal primo pomeriggio per un altro crollo, la situazione sul collegamento tra Trentino e Veneto resta particolarmente delicata. Gli ultimi mesi sono stati, infatti, caratterizzati da una serie di distacchi che hanno avuto ripercussioni sulla viabilità in generale.

 

Nel primo pomeriggio di oggi, domenica 31 marzo, i vigili del fuoco e la polizia locale sono stati attivati per la messa in sicurezza e le valutazioni del caso dopo che un masso è rotolato a valle (Qui articolo). E' stata così fermata, in via precauzionale, la circolazione sulla strada statale 350 per le verifiche. Poche ore dopo, poco prima delle 20 di questa sera, un altro evento: l'ennesimo distacco di roccia e massi a causa del maltempo e della fragilità del territorio.

 

Una chiusura prevista di qualche giorno e quest'ultimo crollo potrebbe comportare un ulteriore allungamento dei tempi. La situazione resta strettamente monitorata dopo gli ultimi casi con distacchi di grosse dimensioni.

 

A inizio novembre dell'anno scorso la strada era rimasta chiusa un mese, riaperta per il Ponte dell'Immacolata per garantire la stagione sciistica. Era stata effettuata la demolizione controllata del diedro di roccia da 2.000 metri cubi che incombeva sulla statale 350 all’altezza di Busatti. Un’operazione spettacolare con quattrocento chilogrammi di esplosivo al plastico, collocati attraverso lo scavo in parete di 10 fori larghi 95 millimetri e lunghi 20 metri, più una serie di perforazioni da 52 millimetri e della lunghezza di 5 metri. 

 

Nei primi giorni di febbraio un nuovo crollo aveva interessato circa 100 metri cubi di roccia. In quel caso i tecnici avevano fatto brillare con 80 chili di esplosivo un diedro di 400 metri cubi che incombeva in parete. Dopo le attività di disgaggio, pulizia e di rinforzo delle porzioni di versante tramite interventi di difesa attiva, come reti, chiodi e pannelli in aderenza alla roccia, la circolazione era tornata regolare. Operazioni durante un mese anche questa volta. 

 

La viabilità per pendolari, studenti e turisti è stata messa in difficoltà da frane e smottamenti tra l'Alpe Cimbra, l'Altopiano della Vigolana e la Valsugana. La viabilità è andata più volte in crisi tanto che il sindaco di Folgaria, Michael Rech, ha inviato una lettera alla Provincia per chiedere lo studio di interventi compensativi per i danni generati dalle varie chiusure. Più in generale nell'ultimo periodo sono state diverse le criticità causate dai crolli, come nel caso della Gardesana e della val di Ledro.

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