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Un grande giardino fluviale lungo il Fersina: ecco il piano per la riqualificazione dell'area. E si pensa di collegare la futura ciclabile con quella che porta ai laghi della Valsugana

Presentato il piano per riqualificare il torrente dal canyon alla foce. Il sindaco di Trento Franco Ianeselli: “Visioni suggestive ed entusiasmanti. Adesso siglare le intese con gli enti coinvolti”

Di F.Os. - 26 marzo 2024 - 18:51

TRENTO. Trento potrebbe avere il suo parco fluviale, un'area per tutelare la biodiversità e fruibile inoltre dalla cittadinanza e dai turisti. Dove? Lungo l'alveo del torrente Fersina.   

 

È questo quello che emerge da due anni di lavori che hanno coinvolto numerosi soggetti che, nell'ambito del progetto BioValue – promosso a livello europeo (un'opera di questo tipo è stata realizzata in Germania, nella città di Siegen) per rivitalizzare a livello ambientale le aree urbane – hanno dato il loro contributo da vari punti di vista.

 

E i risultati di questa grande operazione collettiva di valorizzazione sono stati presentati a palazzo Geremia con il coordinamento di Giuliano Stelzer - dirigente comunale con delega alla rigenerazione urbana -  che ha spiegato come “si tratta di un torrente e un ecosistema con enormi potenzialità ma poco conosciuto anche dai trentini per il semplice fatto che non ci sono accessi all’acqua né interazioni, in nessun punto, tra l’alveo e le parti di città circostanti".

 

Molte le idee sul tavolo e la zona in cui si propone di intervenire, in modo diversificato, segue il corso del torrente ed è stata suddivisa in tre ambiti: il canyon, dalla zona a monte di ponte Alto al ponte Cornicchio, il tratto urbano, dal ponte delle Dame di Sion alla confluenza col rio Salè, e l’area della foce. 

 

“Presentiamo una visione di quella che potrebbe essere l'area del Fersina ha dichiarato il sindaco di Trento Franco Ianesellie le idee sono tante, suggestive e anche emozionanti. A noi, Comune in primis, spetta lavorare per sostenerle siglando i necessari protocolli e accordi con i soggetti interessati”.

 

Nel concreto, per quanto riguarda il primo ambito, l’alveo del Fersina presenta zone pianeggianti che sono già ufficiosamente utilizzate d’estate come “spiagge” e trasformare questa zona in parco fluviale, seppur non sia oneroso, implica particolare attenzione alla sicurezza alla luce de pericolo di piene.

 

L'intervento, viene spiegato, completerebbe l’offerta turistica dell’Orrido gestito dall’Ecomuseo, la cui visita è contenuta in poco più di mezz’ora. Ma non è questo l'unico intervento ipotizzato: un'altra miglioria potrebbe essere collegare la futura ciclabile che da Trento porterà ai laghi di Caldonazzo e Levico, con il collegamento di circa 200 metri che inserirebbe l’attrazione nel circuito del turismo dei due laghi.

 

Per quanto riguarda il tratto urbano, questo potrebbe invece diventare un vero e proprio giardino fluviale, con il gruppo di lavoro che ha studiato numerosi esempi analoghi in altre città europee.

 

Due i punti in cui si potrebbe “legare” il fiume alla città: la prima idea è di trasformare il tratto finale di viale Bolognini in zona pedonale, col beneficio di poter allargare l’argine, creando un affaccio di sosta e socializzazione non solo per gli studenti del vicino liceo Galilei ma anche per tutta la cittadinanza; il secondo punto si trova invece alla confluenza tra il torrente Fersina e il rio Salé dov’è presente una sorta di penisola che, rimodellata, potrebbe fungere da terrazzamento fruibile ma anche da estensione del vicino parco Langer

 

Venendo alla zona della foce del torrente, questa andrebbe ripensata in stretto collegamento con il futuro ospedale nell’ottica di aumentarne le aree verdi creando un vero e proprio parco ospedaliero

 

E i vantaggi, viene specificato, sarebbero molteplici: dalla regolazione del micro-clima per raffrescare le vie e gli edifici della struttura al miglioramento della qualità dell’aria, creando inoltre possibilità di attività fisica e ricreativa e aumentando la presenza di verde a scopo terapeutico. In tal senso, è già stato realizzato una studio ad hoc da parte dell’università, e questo  potrebbe essere inserito nel più ampio progetto di realizzazione dell’ospedale attualmente in corso.

 

Le idee, insomma, non mancano, e ora si si tratta di interloquire con i soggetti interessati per definire meglio gli interventi realizzabili. Infine, aspetto non secondario, bisognerà trovare le risorse.

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