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Trento
20 dicembre | 18:58

Volpe investita “uccisa a coltellate” a bordo strada dal guardiacaccia, il Wwf: “La gestione sia affidata ai veterinari. Servono modalità più civili e adeguate”

Il caso cui fa riferimento il Wwf è relativo a quanto avvenuto nel 2021 in Provincia di Bolzano, dove un guardiacaccia aveva posto fine alle sofferenze di una volpe investita, secondo quanto ricostruito, “salendo con gli scarponi sull'animale, accoltellandolo”. “Sebbene l'atto fosse consentito – scrivono gli attivisti – è giunto il momento di aprire un dibattito su come affrontare situazioni simili in modo più umano e rispettoso”

Volpe investita “uccisa a coltellate” a bordo strada dal guardiacaccia, il Wwf: “La gestione sia affidata ai veterinari

BOLZANO. Volpe uccisa “a coltellate” a bordo strada da un guardiacaccia dopo esser stata investita, interviene il Wwf: “La Provincia autonoma di Bolzano è una realtà ricca di risorse, sia economiche che professionali. In un contesto così avanzato è doveroso chiedersi se non sia possibile adottare modalità di intervento più civili e adeguate”. L'episodio (che risale al settembre 2021) era già stato ripreso negli scorsi giorni dalla Lav (Qui Articolo), che aveva commentato il proscioglimento del guardiacaccia interessato annunciando: “Faremo tutto il possibile per rivendicare il diritto di un animale selvatico ad essere curato”.

 

A ripercorrere quanto accaduto è ora il Wwf, che ribadisce come l'episodio abbia avuto come protagonisti “una Volpe comune gravemente ferita a bordo strada a seguito di un investimento e un guardiacaccia, il quale ha posto fine alle sue sofferenze con metodi a dir poco brutali. Sebbene l'atto fosse consentito, come ci spiegano i giornali che in questi giorni hanno trattato l'assoluzione della persona in questione, e motivato dalla necessità di evitare ulteriori sofferenze all'animale, crediamo che sia giunto il momento di aprire un dibattito su come affrontare situazioni simili in modo più umano e rispettoso”.

 

In particolare, per il Wwf in caso di investimento di fauna selvatica “la gestione dell'emergenza dovrebbe essere affidata esclusivamente a personale medico veterinario”. Per l'associazione è infatti evidente “che incidenti con fauna selvatica richiedano risposte immediate, ma ciò non deve avvenire a scapito di un approccio etico, sicuramente distante dal 'salire con gli scarponi sull'animale, accoltellandolo'. La presenza di veterinari potrebbe assicurare che ogni decisione sia presa nel pieno rispetto della dignità dell'animale, con strumenti e procedure appropriati. Inoltre, una rete di pronto intervento veterinario potrebbe anche aumentare, quando possibile, le probabilità di recupero degli animali stessi, anziché ricorrere immediatamente alla soppressione”.

 

“Confidiamo – continuano – che questa riflessione possa stimolare un confronto costruttivo e portare a un miglioramento delle procedure attualmente in vigore, coinvolgendo, perché no, l'Ordine dei medici veterinari di Bolzano, nella consapevolezza che qualcosa di 'innovativo', da parte loro, potrebbe essere proposto. Cogliamo l'occasione – precisa il Wwf – per chiedere ai competenti uffici della Provincia autonoma di Bolzano, che in altra sede non hanno dato risposte ritenute soddisfacenti, quale azione sia stata intrapresa nei confronti del guardiacaccia che in data 13 aprile 2021 presso Pineta di Laives uccise (e smaltì in maniera quanto meno criticabile) uno Sciacallo dorato, specie particolarmente protetta”.

 

Il guardiacaccia, concludono gli attivisti: “Ammise di aver ucciso il piccolo canide, scambiandolo per una Volpe comune: stesso errore che costò la vita ad un altro Sciacallo dorato in Val Pusteria nel 2009. Verrebbe da suggerire che con l'espansione di Canis aureus sempre più a Ovest rispetto all'areale di origine, sarebbe opportuna una doverosa formazione dei cacciatori, per evitare che confondano specie particolarmente protette, evidentemente non cacciabili, con specie di interesse venatorio”.

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