"Abbiamo sperato non fosse vero", gli alpini piangono Alessandro Ferraris, stroncato da un malore durante un'escursione: "Ora vai per le tue amate montagne: mancherai"
Ferraris è morto a soli 53 anni stroncato da un malore mentre si trovava sul Monte Grappa, dove era andato per un'escursione

PIEVE DEL GRAPPA. La sezione "Monte Grappa" dell'Ana (associazione nazionale alpini) piange non soltanto uno dei suoi componenti ma un vero e proprio pilastro della realtà. Alessandro Ferraris se n'è andato ieri, 15 giugno, lasciando tutti increduli. Era vicepresidente della Sezione Ana Monte Grappa e direttore del Museo degli Alpini.
E' morto a soli 53 anni stroncato da un malore mentre si trovava sul Monte Grappa, dove era andato per un'escursione. Sul posto dopo la chiamata ai soccorsi si erano portati i sanitari, che però, purtroppo, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell'uomo.
Ferraris era di origini lombarde ma viveva da tempo in Provincia di Treviso. Frequentava il Bassanese non soltanto in quanto alpino ma anche perché lavorava in un'azienda della zona.
La tragedia avvenuta ieri, a dir poco inaspettata, ha lasciato tutto attoniti. Nelle scorse ore sono apparsi diversi ricordi dedicati all'uomo, compreso quello di Giuseppe Rugolo, presidente della Sezione Monte Grappa, che ha scritto: "Ho aspettato prima di realizzare la verità. Ho aspettato sperando che non fosse vera quella notizia che mi era stata comunicata in tutta la sua tragicità".
"Ho aspettato pensando a quanti sogni realizzati insieme, a quanti e quali progetti condivisi e portati a termine con determinazione e passione. Ho rivisto il film della nostra avventura ai vertici della Sezione, sempre in prima linea per migliorare, per progredire, per apportare anche competenze professionali. Quante discussioni, quante analisi, quanti progetti realizzati, sempre spinti dalla fede profonda nei valori alpini".
"E adesso - si legge ancora sui social - come un battito d'ali, un refolo di vento, non sei più tra noi, sei andato avanti e da stamattina niente sarà più come prima, tutto avrà un sapore diverso lasciando nel nostro animo un senso di vuoto e incompiuto. Ti abbraccio fratello mio, ti abbraccio forte perché mi manchi già troppo. Maledettamente troppo".
"Vai per le tue amate montagne Alessandro che le nostre preghiere ti accompagneranno sempre".













