Addio a Sante Comel, contribuì alla nascita del Cern. E' stato presidente della Famiglia Bellunese di Liegi: "Ha rappresentato identità, dedizione e orgoglio delle radici"
L'Associazione Bellunesi nel Mondo piange la scomparsa a 85 anni di Sante Comel. La sua figura va ben oltre l’impegno associativo in quanto è stato tra gli ingegneri coinvolti nella costruzione del Cern, oggi il più grande laboratorio di fisica delle particelle al mondo

BORGO VALBELLUNA. Lutto per la scomparsa di Sante Comel. L’Associazione Bellunesi nel Mondo si unisce al dolore della moglie Marcelle e dei figli Frédéric, Isabelle e Laurence, ricordando un uomo che ha saputo rappresentare con dignità e orgoglio la comunità bellunese all’estero.
Originario di Carve, frazione del Comune di Borgo Valbelluna, già presidente della Famiglia Bellunese di Liegi, Comel si è spento domenica 13 aprile a Liegi (Belgio) all'età di 85 anni.
La sua figura va ben oltre l’impegno associativo: Sante Comel è stato infatti uno degli ingegneri coinvolti nella costruzione del Cern, il Conseil Européen pour la Recherche Nucléaire, oggi il più grande laboratorio di fisica delle particelle al mondo.
Figlio di un emigrante trasferitosi a Liegi, Comel si laureò in ingegneria e fu assunto in un’importante acciaieria specializzata in leghe particolari. Questa industria fu selezionata per fornire l’acciaio destinato alla realizzazione del primo grande acceleratore di particelle circolare del Cern.
I materiali dovevano soddisfare requisiti tecnici molto stringenti: acciai magnetici, sagomati e curvati con precisione, lavorati attraverso prove e sperimentazioni complesse. L’acciaieria, che impiegava oltre 30.000 persone, si dimostrò all’altezza della sfida. Comel stesso ricordava con orgoglio gli anni trascorsi in quel progetto: "Furono anni entusiasmanti. I problemi erano tanti, soprattutto nella lavorazione e curvatura delle grandi lastre d’acciaio, ma riuscimmo a realizzare un prodotto all’altezza delle aspettative". Il suo contributo si estese anche agli ampliamenti successivi del laboratorio, fino agli anni 2000.
La sua figura si inserisce in una lunga storia di emigrazione bellunese fatta di sacrificio, competenza e integrazione. Se molti emigranti del passato trovarono impiego come minatori in condizioni difficili, Comel rappresenta la seconda generazione che, attraverso studio e lavoro, ha saputo contribuire a progetti scientifici di portata globale.
"Con la scomparsa di Sante Comel perdiamo non solo un presidente appassionato, ma un esempio concreto di come l’emigrazione bellunese abbia saputo dare un contributo fondamentale allo sviluppo scientifico internazionale", commenta Oscar De Bona, presidente dell'Associazione Bellunese nel Mondo. "Il suo impegno professionale e associativo rappresenta l’essenza dei valori che l’Abm promuove da sempre: identità, dedizione e orgoglio delle proprie radici. Alla sua famiglia va il nostro più sentito cordoglio".
Il ricordo della sua opera e del suo impegno umano e professionale rimane un esempio per le nuove generazioni, simbolo della capacità bellunese di farsi strada nel mondo, con umiltà e competenza. I funerali si terranno alle 10 di sabato 19 aprile nella chiesa di Saint-Joseph d’Ivoz Ramet a Liegi.













