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Belluno
19 settembre | 16:36

Al via “Un mondo che si muove”, studenti e cani guida insieme per l’inclusione. Bovo: “Grazie al mio cane ho indipendenza, autonomia e libertà”

L'iniziativa per mappare l’accessibilità del territorio. Il gruppo è partito con un incontro con gli studenti della scuola media Ricci, in compagnia di speciali ospiti a quattro zampe. Il Dolomiti ha chiesto a Stefania Bovo, presidente della Scuola triveneta cani guida, come funziona il percorso di addestramento e inserimento in famiglia

BELLUNO. Al via “Un mondo che si muove”, l'iniziativa dell’associazione Efesto per mappare l’accessibilità del territorio. Il gruppo è partito con un incontro con gli studenti della scuola media Ricci, in compagnia di speciali ospiti a quattro zampe. “Grazie al mio cane posso avere indipendenza, autonomia, libertà. Come tutti i cani fa parte della famiglia e con lui si possono condividere tante esperienze, ma un cane guida può dare molto di più perché ora so di poter andare ovunque senza chiedere aiuto a nessuno” spiega Stefania Bovo, presidente della Scuola triveneta cani guida.

 

La mattinata si è svolta al parco inclusivo L’isola che non c’è di Belluno, uno dei sei in tutta Italia e recentemente candidato dall’Onu per ricevere un premio. Nei vari momenti di dialogo, musica e scambio sui temi dell’inclusività, i ragazzi hanno potuto anche sperimentare cosa vuol dire essere condotti da un cane-guida: bendati, si sono fatti portare in giro dai labrador accompagnati dai rispettivi conduttori.

 

Tra di essi Paul, il cane di Stefania, cui abbiamo chiesto come funziona l’addestramento e l’inserimento in famiglia. La Scuola da lei presieduta è una delle 4 in Italia che si occupa di addestramento di questo tipo: nata nel 2004 a Selvazzano Dentro Padova, dona agli utenti circa 8 cani all’anno e lavora con loro affinché possano usufruire di questo prezioso aiuto nella vita quotidiana. È composta dai 70 agli 80 volontari, più il personale specializzato esterno, in particolare veterinario e addestratore.

 

Vediamo però solo labrador: è l’unico cane adatto a questo tipo di attività? “Per il 99% sì - spiega Bovo a ll Dolomiti - anzitutto perché ci vuole un cane di media taglia per condurre una persona non vedente, ma soprattutto sono predisposti caratterialmente a essere cani da lavoro, oltre a essere molto duttili. Si adattano cioè bene al cambiamento dalla famiglia affidataria al centro di addestramento e poi alla persona non vedente, senza soffrire troppo il distacco. Non si tratta certo del cane più veloce da addestrare, ma con il labrador ci si può permettere di sbagliare: se ad esempio una persona inesperta lo corregge senza motivo il labrador non se la prende, mentre con un pastore sarebbe diverso”.

 

L’addestramento inizia quando il cane ha circa un anno e mezzo, dopo essere stato selezionato nella cucciolata (si scelgono quelli più attenti e svegli: non devono essere troppo timidi, dominanti o paurosi) e aver passato un periodo in una famiglia affidataria. Al centro impara poi a indossare l'apposita pettorina, calcolare alla sua destra lo spazio necessario per la persona, rispettare gli attraversamenti pedonali, segnalare la presenza di scale (non solo: si inclina verso l’alto o il basso per far capire in che direzione vanno!), andare sulle scale mobili e salire sui mezzi pubblici. Insomma, cani socializzati e istruiti “che con noi possono andare ovunque” specifica Bovo.

 

Ma anche il futuro proprietario deve saper interagire. “La persona non vedente - prosegue - è prima valutata da una commissione, che verifica se è autonoma: solo allora entra in graduatoria. Ci deve poi essere una valutazione del cane: ogni gruppo di addestramento conta 4-5 cani, ognuno con le sue caratteristiche, che si cerca di abbinare a quelle della singola persona. Fare tutto ciò è facile se conosci bene chi hai davanti, ma quando possiamo solo farci un’idea può capitare che il rapporto non vada bene: se non è gestito correttamente, infatti, il cane non guida più”. Cosa significa? “Il cane deve essere accudito esclusivamente dalla persona non vedente. Ha bisogno - specifica Bovo - di essere il tuo cane e basta, non di tutta la famiglia. Se non si rispetta questo, lo si lascia giocare con altri cani che lo eccitano troppo o con la palla, che noi evitiamo perché scatena la caccia, smette di guidare perché preferisce altre attività. Ovviamente, quando è già adulto è meno propenso a distrarsi: più giovane è, più bisogna fare attenzione”.

 

Infine, un monito per tutti. “Soprattutto - conclude Bovo - è importante non accarezzare un cane guida e non lasciare che altri cani lo disturbino perché quando lo incrociate per strada sta lavorando. A nessuno verrebbe in mente di disturbare un cane antidroga o un cane da soccorso tra le macerie: la stessa cosa vale per un cane guida, che se distratto può mettere a rischio la persona non vedente”.

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