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| 28 set 2025 | 16:57

"Alla commemorazione dell'Eccidio di Bassano, oltre all'assenza del sindaco, non è stata intonata 'Bella Ciao': scelta che rischia di svuotare la memoria del suo significato"

Il consigliere regionale di Alleanza Verdi Sinistra Renzo Masolo commenta il fatto che alla cerimonia non sia stata cantata Bella Ciao: "Una scelta che rischia di svuotare la memoria del suo significato più autentico, non cantarla in un luogo intriso di sacrificio e di lotta come Bassano del Grappa significa indebolire il messaggio da trasmettere alle nuove generazioni"

BASSANO DEL GRAPPA. "Alla commemorazione dell’eccidio del Grappa del 26 settembre 1944 non è stato intonato il canto 'Bella ciao', sostituito da 'Quel mazzolin di fiori'. Una scelta che rischia di svuotare la memoria del suo significato più autentico".

 

Non si arrestano le polemiche scoppiate in seguito alla cerimonia di venerdì scorso in cui Bassano ha ricordato, a 81 anni di distanza, l'eccidio nazi-fascista in cui furono uccisi e impiccati, lungo quello che divenne il Viale dei Martiri, 31 giovani nell'ambito dell'Operazione Piave.

 

Se a far "rumore" era stata infatti l'assenza del sindaco Nicola Finco, anche il fatto che non sia stato intonato l'inno partigiano non è passato inosservato: a farlo notare, con una nota ufficiale, è il consigliere regionale del Veneto di Alleanza Verdi Sinistra Renzo Masolo.

 

"Quel mazzolin di fiori è un canto popolare caro alla tradizione, ma nulla ha a che fare con la Resistenza. Bella ciao invece – scrive Masolo – è l’inno dei partigiani, simbolo universale di libertà e resistenza: non cantarla in un luogo intriso di sacrificio e di lotta come la Città di Bassano del Grappa, medaglia d’oro al Valore Militare e alla Resistenza, significa indebolire il messaggio da trasmettere alle nuove generazioni".

 

Il consigliere di Avs sottolinea poi come ricordare l’eccidio del Grappa non è solo un atto di pietà, ma un impegno civile: "Per questo, servono presenze forti, parole chiare e canti che raccontino la Resistenza. Serve prendere posizione in modo chiaro e convinto. Solo così la memoria resta viva e capace di parlare al futuro".

 

La nota torna poi sull'assenza del primo cittadino (che ha precisato a mezzo stampa "che si è trattata di una scelta dettata da motivi strettamente personali, legati alla mia sfera privata che non ritengo opportuno rendere pubblici", ndr) con Masolo che sottolinea come "alla censura del canto caro alla Resistenza si aggiunge un’assenza ancora più grave: quella del sindaco di Bassano".

 

"Un primo cittadino ha il dovere istituzionale e morale di essere presente quando si ricordano donne e uomini caduti per la nostra libertà. Un’assenza – incalza il consigliere – che pesa ancora di più, perché non accompagnata da alcuna spiegazione ufficiale. Se davvero il sindaco avesse avuto a cuore la commemorazione, sarebbe bastata una parola di scuse e un’uscita pubblica per mostrare il suo dispiacere a non esserci stato. Quindi resta il dubbio, e questo dubbio può lasciare spazio anche a congetture. E mentre Bella Ciao veniva silenziata, il sindaco era assente".

 

Infine, Renzo Masolo lancia un affondo sarcastico, che politicamente si spinge anche al di fuori delle mura di Bassano.

 

"Viene spontaneo chiedersi – conclude la nota – se non fosse forse in montagna a raccogliere davvero quel mazzolin di fiori da offrire ai suoi più fedeli alleati politici, i consiglieri Joe Formaggio e Gianluca Pietrosante (rispettivamente consiglieri regionale e comunale di FdI, ndr): nomi che evocano nostalgie di tempi tristi ed oscuri. Tempi che, anche se non dimenticati e dimenticabili, vorremmo sepolti e superati. E allora almeno usiamo un po’ di sana satira politica".

 

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