Ambulanza contro un tir in A22, la Croce Bianca: "L'autista del mezzo è ancora molto scosso e non presta servizio. Dopo quanto accaduto prenderemo provvedimenti"
"All'anno facciamo più di 9 milioni di chilometri e al giorno sono spesso più di 30 mila chilometri", ha fatto presente il direttore dell'associazione di soccorso Ivo Bonamico, ricordando i test di abilità degli autisti e i corsi di guida sicura al Safety Park. Facoltativamente, inoltre, ogni due anni si può fare un corso di aggiornamento. "Dopo quanto accaduto abbiamo capito che dobbiamo fare ancora di più", spiega Bonamico

BOLZANO. La Croce bianca è intervenuta sull'incidente avvenuto la scorsa settimana lungo l'autostrada del Brennero, tra Bressanone e Vipiteno e che ha visto coinvolta un'ambulanza. Il mezzo era andato a schiantarsi contro un tir e nello scontro avevano perso la vita il paziente che si trovava a bordo del mezzo adibito a trasporto malati, e suo accompagnatore.
"All'anno facciamo più di 9 milioni di chilometri e al giorno sono spesso più di 30 mila chilometri", ha fatto presente il direttore dell'associazione di soccorso Ivo Bonamico, ricordando i test di abilità degli autisti e i corsi di guida sicura al Safety Park. Facoltativamente, inoltre, ogni due anni si può fare un corso di aggiornamento.
"Dopo quello che è successo, anche noi dobbiamo porci la domanda, cosa possiamo migliorare ancora di più. Forse i corsi facoltativi potrebbero diventare obbligatori ogni due anni", ha detto Bonamico aggiungendo quanto sia necessario "distinguere tra interventi di soccorso e trasporto di infermi". Il direttore della Croce bianca ha inoltre precisato che l'autista coinvolto nell'incidente aveva anche fatto i corsi facoltativi e aveva effettuato tutti i check medici previsti per un 75enne. Per il momento non presta servizio, anche se è stato dimesso dall'ospedale. "Ci siamo sentiti al telefono. E' molto colpito da tutto quello che è successo", ha informato Bonamico.














