"Dobbiamo disarmare cuori e parole" (FOTO e VIDEO), il Dolomiti a Beirut e c'è la visita pastorale per preparare l'arrivo di papa Leone XIV
Un momento particolarmente significativo della cerimonia dell'ordinario militare per l'Italia in Libano è stata la partecipazione di una delegazione dell'associazione bolzanina "Luce Mia"

BEIRUT/AMCHIT (Libano). L'impegno italiano in Libano va oltre la formazione e il mantenimento della pace. Ne è stata testimone la recente visita pastorale dell'Ordinario Militare per l'Italia, monsignor Gian Franco Saba, che, dopo aver incontrato i Caschi Blu di Unifil a Naqoura, ha fatto tappa alla base di Amchit, sede della Mibil (Missione Militare Bilaterale Italiana in Libano), dove ci troviamo in questo momento. Una testimonianza seguita infatti sul campo anche da il Dolomiti con l'associazione bolzanina "Luce Mia".

La missione Mibil è cruciale per addestrare le Forze Armate Libanesi (Laf), ma la cerimonia che si è svolta durante la visita ha messo in luce un altro aspetto fondamentale della presenza italiana: la solidarietà civile.

Un momento particolarmente significativo della cerimonia è stata la partecipazione di una delegazione dell'associazione bolzanina "Luce Mia". Giunta a Beirut, l'associazione ha portato, e porterà, donazioni destinate ai bambini ricoverati negli ospedali libanesi, un gesto di concreta vicinanza a una popolazione duramente colpita dalla crisi economica e sociale. E dalle vicine guerre che, come abbiamo raccontato in (QUESTO ARTICOLO) rendono il paese una terra di mezzo. Non interessato al conflitto, il Libano si trova in ogni caso a dover fronteggiare le vicine guerre, in particolare nel sud del Paese, al confine con Israele.
L'Ordinario Militare ha sottolineato l'importanza di tale sinergia, affermando come il servizio alla pace sia "frutto dell'opera di più soggetti", dove l'azione dei militari si intreccia con l'impegno caritativo e la prossimità portata da realtà civili come l'associazione altoatesina.

Durante l'incontro con il personale Mibil, l'Ordinario ha lodato l'alto livello di professionalità e la dedizione dei militari italiani, che contribuiscono quotidianamente alla stabilità e alla sicurezza del Libano.

L'arrivo delle donazioni per i bambini, proprio in un momento di grande incertezza regionale, è un richiamo esplicito alla necessità di "disarmare il cuore e disarmare le parole", come ha esortato il Monsignore, trasformando l'impegno militare in un veicolo di speranza e di aiuto umanitario tangibile.

La visita dell'ordinario anticipa di qualche giorno quella di Papa Leone XIV che visiterà il Libano dal 30 novembre al 2 dicembre 2025, in un viaggio apostolico che include anche la Turchia. Il viaggio mira a portare un messaggio di pace e solidarietà in un paese provato da conflitti e crisi, con tappe come la visita al porto di Beirut, incontri istituzionali e religiosi e celebrazioni.












