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Trento
10 dicembre | 12:24

"Elicotteri per portare la neve sul Bondone? Non nascondo la mia grande preoccupazione. Iniziativa di Trento Funivie, il Comune non è stato informato"

Intervista con l'assessore alla transizione ecologica del Comune di Trento Andreas Fernandez: "Siamo di fronte ad un’operazione che ha prodotto più di una tonnellata e mezzo di emissioni di CO2 in atmosfera. È chiaro che si tratta di un’impronta di carbonio non compatibile con una strategia di riduzione e compensazione a medio-lungo termine, per contrastare le conseguenze dei cambiamenti del clima"

TRENTO. “Sia da coportavoce dei Verdi del Trentino che da assessore alla transizione ecologica del Comune di Trento (Alleanza Verdi e Sinistra), non nascondo la mia grande preoccupazione per l’uso di elicotteri per l’innevamento artificiale sul Monte Bondone”. 

 

Non usa giri di parole l’assessore comunale Andreas Fernandez per affrontare, parlando a il Dolomiti, uno dei temi caldi del dibattito pubblico e politico trentino: l'utilizzo dell'elicottero sul monte Bondone per trasportare la neve in quota, completare la preparazione dei tracciati e poter aprire così le piste sul Palon durante il “trafficatissimo” Ponte dell’Immacolata (qui articolo). 

 

Assessore, appare fin troppo evidente che 40 rotazioni in elicottero per trasportare neve in quota siano in aperto contrasto con qualsiasi formula di sostenibilità, figuriamoci di “transizione ecologica” della città.

“Siamo di fronte ad un’operazione che ha prodotto più di una tonnellata e mezzo di emissioni di CO2 in atmosfera. È chiaro che si tratta di un’impronta di carbonio non compatibile con una strategia di riduzione e compensazione a medio-lungo termine, per contrastare le conseguenze dei cambiamenti del clima”. 

 

Trento Funivie è una società partecipata anche dal Comune di Trento: in questo senso c’è stato un “semaforo verde” dell’amministrazione comunale all’iniziativa?

“No, non ne siamo stati informati. Ma Trento Funivie ha compiuto una scelta aziendale autonoma, di operatività, sulla quale il Comune non può intervenire a priori: l’amministrazione può incidere nel cda e nell’assemblea per definire le strategie. Nel caso specifico si è trattata di una prima volta assoluta, e di una situazione eccezionale: questa non è, secondo me, una via sostenibile o condivisibile, ma ci sarà modo di confrontarsi nei contesti opportuni”.

 

Tanti i temi di grande attualità che emergono dall’analisi di quanto avvenuto: ad esempio, il fatto che a 2.000 metri di quota in pieno dicembre occorra portare neve artificiale è già un’amara consuetudine.

“Credo che per tracciare il futuro della nostra amministrazione e della nostra città non possiamo più ignorare il contesto climatico attuale, se davvero vogliamo perseguire una gestione sostenibile della montagna. Insomma, a pochi giorni dal Natale facciamo i conti con uno zero termico a 3.500 metri di quota, credo che questo dato ormai non più così eccezionale o inusuale debba imporre delle riflessioni. Personalmente, condivido in pieno il richiamo alla cultura del limite; la montagna è un contesto delicato che impone maggiore attenzione e che va rispettato, non certo sfidato”.  

 

Altra questione, quella economica: l’assessore Alberto Pedrotti non ha mancato di evidenziare come la mancata riapertura delle pista “avrebbe causato un danno enorme dal punto di vista delle prenotazioni turistiche”. Insomma, per il “dio denaro” si può chiudere un occhio sulla questione ecologia?

“Il ragionamento dell’assessore Pedrotti, che ha la competenza sulla montagna e le attività economiche, riguardava soprattutto la questione lavorativa e l’indotto: dal punto di vista aziendale, in ballo c’erano centinaia di migliaia di euro e più di 300 persone che lavorano nel settore. Con Alberto mi confronto spesso, siamo consapevoli che non possiamo limitarci a fare i conti ‘giorno per giorno’, occorre allargare lo sguardo e prepararsi alle sfide a cui la crisi climatica ci metterà di fronte. Secondo un importante rapporto della Banca d’Italia, fonte autorevole al di sopra di ogni sospetto di estremismo ambientalista, emerge un legame significativo tra le precipitazioni nevose e l'afflusso di turisti durante la stagione invernale. E quindi, attenendoci a tutte le principali previsioni meteorologiche, l’innalzamento delle temperature nei prossimi anni avrà un impatto significativo sui flussi di visitatori nelle stazioni sciistiche e sui pernottamenti nelle località alpine, specialmente a quote più basse. Non basterà l'innevamento artificiale, fatto con ogni mezzo, per garantire la sostenibilità del turismo. È il momento di trovare nuove strade anche per quanto riguarda l’offerta turistica delle nostre montagne”.

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