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Trento
09 dicembre | 17:27

Elicottero per portare neve sul Bondone: "Così abbiamo salvato mezzo milione di indotto spendendo circa 6mila euro". Ecco la risposta di Trento Funivie

E' polemica per l'uso dell'elicottero per trasportare neve in quota sul Bondone e aprire le piste di cima Palon. Il presidente di Trento Funivie, Fulvio Rigotti: ""E' stata una situazione eccezionale e non c'è stata altra scelta. Abbiamo salvaguardato la località e il Ponte dell'Immacolata è andato molto bene con circa 1.500 primi ingressi e 15 mila passaggi"

TRENTO. "Non c'è stata altra scelta per alcune condizioni particolari che si sono verificate negli scorsi giorni: abbiamo salvaguardato l'indotto della montagna". A dirlo Fulvio Rigotti, presidente di Trento Funivie, sull'utilizzo dell'elicottero per spostare la neve in quota e aprire le piste a servizio di cima Palon. "I danni economici per la destinazione sarebbero stati molto maggiori e prolungati nel tempo".

 

A ridosso del ponte dell'Immacolata il monte Bondone si è trovato scoperto di innevamento nella parte più alta. Complice l'ormai tradizionale problema legato alla chiusura di Rocce Rosse in questa fase iniziale della stagione, questa situazione avrebbe portato all'apertura della stazione sciistica con una quota inferiore del 50% della skiarea con conseguenze sugli accordi commerciali e un'offerta troppo ridotta anche per i trentini.

 

Le cause? Una combinazione tra temperature un po' troppo alte per produrre neve in modo ottimale, la carenza d'acqua e - soprattutto - un fortissimo vento. Questi gli elementi che hanno scompaginato i piani.

 

"Le piste erano praticamente perfette e tutto era pronto per avviare la stagione. Tuttavia le forti raffiche di vento hanno rovinato e scoperto un centinaio di metri di pista", aggiunge Rigotti. "Non si è potuto utilizzare i cannoni perché la neve non riusciva a depositarsi e veniva a sua volta portata via". Spalle al muro, la società impianti  per la prima volta c'è stato i ricorso all'elicottero. 

 

"Trasportare la neve accumulata dal Canalon al Palon avrebbe richiesto troppo tempo e numerosi viaggi", evidenzia il presidente di Trento Funivie. "In questa situazione di emergenza e nella necessità tanto di rispettare gli accordi quanto di avere un'offerta di livello per il ponte dell'Immacolata, si è reso necessario utilizzare l'elicottero".

 

Una risposta insomma alla stringente necessità di aprire la maggior parte della stazione. "Il costo dell'elicottero per un paio di ore di volo e di trasporto neve è stato di circa 6 mila euro a fronte di un danno quantificato in oltre mezzo milione tra skipass e indotto generale di questo fine settimana, senza dimenticare che il bar in cima sarebbe rimasto chiuso", spiega Rigotti. "Una valutazione che non ci ha lasciato dubbi sull'opportunità di usare un mezzo da lavoro, come avviene in tantissimi altri casi per sopperire alle esigenze sulla montagna. Un discorso che non è tanto diverso dal trasporto di altri materiali in quota".

 

Un problema che poi si sarebbe prolungato per altri giorni. "La prossima finestra di freddo è attesa tra una decina di giorni e si sarebbe arrivati a ridosso delle festività nell'incertezza. Gli operatori devono avere la tranquillità di poter lavorare nelle migliori condizioni possibili".

 

Una decisione che non è piaciuta a 12 associazioni del territorio. Una scelta bocciata da Extinction Rebellion TrentinoWwf Trentino Alto AdigeCircolo di Trento di LegambienteRete Climatica TrentinaItalia Nostra - sezione trentinaLipu sezione di TrentoAssociazione per l'EcologiaYakuL'Ortazzo, Enpa del Trentino sezione di Rovereto, Acque TrentineMountain Wilderness Italia: "Superato il limite: un segnale gravissimo e un precedente pericoloso. Mentre il clima cambia sotto i nostri occhi (oggi lo zero termico ha toccato i 3.500 metri), la risposta non può essere quella di bruciare carburante per trasportare neve artificiale su una montagna che, semplicemente, in quelle condizioni non può garantire ciò che garantiva un tempo" (Qui articolo).

 

Una decisione rivendicata però come necessaria da Trento Funivie. "E' stata una situazione eccezionale e non c'è stata altra scelta. Abbiamo salvaguardato la località e il Ponte dell'Immacolata è andato molto bene con circa 1.500 primi ingressi e 15 mila passaggi", conclude Rigotti. 

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