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| 31 mar 2025 | 10:44

Fuoriuscita di residui di polveri sottili, sequestrati due impianti per la lavorazione del legno

Le indagini hanno rivelato che entrambi gli impianti, gestiti da due società distinte, operavano senza le necessarie autorizzazioni per l’emissione di polveri sottili in atmosfera. Queste particelle, potenzialmente dannose per la salute dei lavoratori e delle comunità circostanti, possono compromettere la qualità dell’aria e dell’ecosistema

Fuoriuscita di residui di polveri sottili, sequestrati due impianti per la lavorazione del legno

ASIAGO. Lavoravano senza le necessarie autorizzazioni per l’emissione di polveri sottili in atmosfera. Due stabilimenti per la lavorazione del legno presenti sul territorio di Roana, sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza di Vicenza

 

L’intervento ha portato alla denuncia degli amministratori delle due aziende per violazioni al Testo Unico sull’Ambiente. L’attenzione delle Fiamme Gialle è stata attirata dalla fuoriuscita di residui di polveri sottili dal tetto di uno degli impianti, segnale di possibili irregolarità nei sistemi di filtraggio.

 

Le indagini hanno rivelato che entrambi gli impianti, gestiti da due società distinte, operavano senza le necessarie autorizzazioni per l’emissione di polveri sottili in atmosfera. Queste particelle, potenzialmente dannose per la salute dei lavoratori e delle comunità circostanti, possono compromettere la qualità dell’aria e dell’ecosistema.

 

In uno dei due stabilimenti, i militari della tenenza di Asiago hanno inoltre riscontrato un malfunzionamento nel sistema di aspirazione e filtrazione delle polveri, compromettendo ulteriormente la sicurezza ambientale e lavorativa. 

 

Al termine delle verifiche, sono stati sequestrati i quadri elettrici degli impianti di aspirazione per impedire la prosecuzione delle attività di lavorazione del legno fino alla regolarizzazione delle autorizzazioni.

 

Gli amministratori delle due aziende rischiano ora sanzioni che vanno dall’arresto (da due mesi a due anni) a un’ammenda compresa tra 1.000 e 10.000 euro.

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