Hydro, in corso il vertice con l’azienda. Lavoratori e amministrazione comunale in presidio sotto la sede di Confindustria: “Feltre è sempre vicina ai suoi concittadini"
È partito questa mattina, mercoledì 3 dicembre, dallo stabilimento della Hydro e diretto sotto la sede di Confindustria, il corteo dei lavoratori sulle cui sorti si è svolto il confronto tra azienda e parti sindacali. In attesa dell’esito, Il Dolomiti ha raccolto le voci dell’amministrazione e dei dipendenti

FELTRE. È partito questa mattina, mercoledì 3 dicembre, alle ore 8.30, dallo stabilimento della Hydro e diretto sotto la sede di Confindustria, il corteo dei lavoratori, sulle cui sorti si è svolto il confronto tra azienda e parti sindacali.
La questione occupa le cronache ormai da diversi giorni, da quando i vertici di Hydro Extrusions hanno comunicato senza alcun preavviso la possibile chiusura del sito bellunese. Anche il Consiglio provinciale si è pronunciato ieri, meglio tardi che mai, per dare pieno supporto (Qui l'articolo con la delibera) alle iniziative messe in campo da subito dal Comune di Feltre, la cui sindaca Viviana Fusaro non ha fatto mancare la sua presenza anche a questo presidio.
L’amministrazione, infatti, non convocata al tavolo tecnico (riservato ad azienda e parti sindacali), ha tuttavia consegnato un invito ufficiale a un incontro in Comune per discutere una questione dalla quale, inspiegabilmente, è stata esclusa.
"Le parti - spiega Fusaro ai lavoratori, mentre il tavolo è in corso - hanno acconsentito a venire in municipio, quindi vi chiedo, siccome siete persone rispettose, di lasciarli uscire per raggiungerci. Il rispetto che non è stato esercitato nei vostri confronti, voi l’avrete oggi nei loro affinché si possa lavorare insieme per il territorio: il Comune poi è aperto a tutti e potete entrare, perché quella è la casa dei cittadini".
Presente anche una delegazione dell’altro stabilimento italiano dell’azienda, quello di Ornago, il cui destino è di fatto legato al sito feltrino visto che quest’ultimo (l’unico dotato di fonderia) riceve il materiale proprio da Ornago per rimandarlo lavorato.

"Siamo qui - spiegano Gloriana Fontana di Fim Cisl Monza Brianza Lecco e Adriana Geppert di Fiom Cgil Brianza - perché abbiamo anche noi ricevuto a ciel sereno la notizia di chiusura dello stabilimento di Feltre. Come sempre, le multinazionali guardano solo al profitto senza pensare che dietro gli stabilimenti ci sono persone e famiglie e c’è un territorio che ha costruito la sua ricchezza grazie alla presenza industriale".
Ma non solo, perché se la chiusura di Feltre dovesse essere confermata verrebbe messa in discussione la presenza stessa di Hydro Extrusions in Italia. "I lavoratori oggi in sciopero a Ornago e i loro delegati - proseguono - sanno che questa operazione non è indenne neanche per loro. Vogliamo quindi dire all’azienda che siamo contro la chiusura e che vogliamo che il sito sia potenziato. L’azienda ha investito tanto, ma non è nuova a questi regali ‘natalizi’: negli ultimi due anni, purtroppo, a Ornago ci sono stati due grossi licenziamenti collettivi e adesso, per il terzo anno, si prevede la chiusura di Feltre. Oltre al fatto che più di 100 famiglie resteranno senza un reddito, la nostra preoccupazione è quindi anche per Ornago (dove i lavoratori sono 140)".
In effetti la situazione appare difficile da capire, poiché la stessa Hydro aveva chiesto a ottobre al Comune l’autorizzazione all’ampliamento del sito: nessuno quindi si spiega il perché di questa chiusura. "Abbiamo sempre lavorato al 100% - afferma un lavoratore - e nonostante questa crisi siamo l’unico stabilimento del sud Europa che ha ancora tanto volume di lavoro, non abbiamo mai fatto cassa integrazione e la previsione per il futuro era di lavorare a ciclo continuo".
"Io sono riuscito ad andare in pensione recentemente dopo 36 anni nello stabilimento - aggiunge un altro ex lavoratore - ma ci sono colleghi a cui mancano pochi anni e che ora non so come faranno. Ho partecipato quasi sempre in questi cinque giorni di sciopero, perché ho lavorato qui con le varie aziende che si sono succedute negli anni: siamo sempre andati avanti, è un’azienda storica che durante la guerra aveva produzioni di materiale bellico, poi riconvertite. Lì dentro ci sono stati i nonni, i padri, i figli e adesso forse i figli dei figli, ma dipenderà da come andrà: insomma, ha accolto tante generazioni e non è poco".
"Si tratta di una fabbrica storica - conclude la sindaca - i cui dipendenti hanno dato tanto alla città e che adesso dobbiamo difendere in tutti i modi. In questi tre anni l’abbiamo difesa dalle contestazioni ambientali, tema su cui invece ha sempre avuto attenzione, e abbiamo portato avanti con collaborazione i rapporti. Mi auguro quindi che l’incontro si svolga in termini di correttezza non usati prima: non aver dato alcun preavviso credo infatti sia stato irrispettoso verso i lavoratori, le istituzioni e la città intera. In questi giorni Feltre è stata vicina ai dipendenti, con aziende e negozi che hanno fornito loro viveri durante il presidio: una città che ha espresso solidarietà enorme e della quale vado davvero fiera".












