Contenuto sponsorizzato
Belluno
23 dicembre | 06:45

“L’avanzo di 2 milioni di euro alla sanità”: le promesse di Stefani per il 2026. Carenza di manodopera? Si punta alla formazione: “La soluzione non è l’immigrazione”

Tra le altre sfide per la neonata legislatura, primeggiano l’innovazione e il sociale. “Il primo tavolo che apriremo sarà con gli atenei universitari per rendere più attrattive le nostre università e mettere in connessione i talenti del territorio con le imprese” ha spiegato Stefani

VENEZIA. Un avanzo di 2 milioni di euro potenzialmente impiegabili in sanità e la sfida del sociale: così il presidente del Veneto Alberto Stefani saluta i cittadini a pochi giorni dal Natale a margine dell’appuntamento con la stampa. “Ci sono temi su cui maggioranza e opposizione devono dialogare per trovare una quadra nell’interesse dei veneti”.

 

L’annuncio forse più rilevante riguarda la potenziale spesa che dalla politica passa alla sanità. “I gruppi consiliari che fanno capo al mio partito - afferma Stefani - hanno chiuso la passata legislatura con un avanzo di amministrazione di circa 2 milioni di euro. Mi sono confrontato con i capigruppo e la quota subito disponibile, di circa 550 mila euro, sarà destinata alla sanità pubblica. Certamente con tale cifra non si cambia il mondo, ma risorse che potevano essere spese per la comunicazione saranno invece destinate alla cura delle persone”.

 

Il regolamento attuale non consente di assegnare immediatamente l’intera cifra, ma Stefani promette che al più presto anche la restante somma sarà svincolata con una riforma in Consiglio regionale, come segnale che “anche la politica può rinunciare a qualcosa”. Nel frattempo, si fa strada la legge sui caregiver. “Ho lanciato al Consiglio la sfida di approvare la proposta di legge - prosegue - che avevo presentato anche in Parlamento. Oltre 1 veneto su 4 assiste un familiare e c’è bisogno di fare verso di loro piccoli grandi passi che possono migliorare la loro vita”.

 

Tra le altre sfide per la neonata legislatura, primeggiano l’innovazione e il sociale. “Il primo tavolo che apriremo - aggiunge il presidente - sarà con gli atenei universitari per rendere più attrattive le nostre università e mettere in connessione i talenti del territorio con le imprese”. E non manca la soluzione per la carenza di personale, che sta mettendo in difficoltà soprattutto territori come la provincia di Belluno (qui l’intervista). "Bisogna integrare sempre di più la formazione tecnica con il mondo dell’impresa: la soluzione alla mancanza di manodopera - conclude Stefani - non è l’immigrazione, ma è integrare i nostri giovani nel mondo imprenditoriale”.

 

Infine, ci sono anche il contrasto alla burocrazia, con un altro tavolo convocato a gennaio assieme alle associazioni di categoria, e l’attenzione al sociale, in particolare con residenze per anziani, quartiere inclusivi e sanità sempre più territoriale, sfruttando soprattutto la rete delle case comunità e la telemedicina.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 28 giugno | 12:27
Sul posto si sono portati i vigili del fuoco di Faver assieme al corpo di Cembra e ai soccorsi della Stella Bianca. Il 40enne una volta [...]
Cronaca
| 28 giugno | 12:25
L'incidente si è verificato attorno alle 10.30 di oggi, domenica 28 giugno, sulla SP 110, al confine tra i comuni di Borgo Valsugana e [...]
Cronaca
| 28 giugno | 11:47
Le previsioni indicavano "bollino nero" sull'Autostrada del Brennero a causa dell'intenso traffico di rientro in direzione Nord: al momento il [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato