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Trento
23 giugno | 12:04

Neri e piccoli, strani dischetti stanno invadendo le spiagge in Italia (VIDEO): il mistero potrebbe avere aver avuto origine in Trentino Alto Adige

Da mesi sparsi sulle coste italiane da Rosolina in Veneto fino alla Puglia. La denuncia è stata fatta da Archeoplastica e questi dischetti si chiamerebbero z-mbbr

TRENTO. Piccoli oggetti neri, dei dischetti di plastica che stanno comparendo da mesi lungo le coste italiane, nell'acqua e nelle spiagge. Nessuno sa da dove provengano e a denunciare il fenomeno sui social è stato Enzo Suma di Archeoplastica, che ha riportato la presenza di questi piccoli oggetti, da mesi sparsi sulle coste italiane da Rosolina in Veneto fino alla Puglia.

Questi strani dischetti a forma di Pringles, trovati a Rosolina e che sono arrivati addirittura fino in Puglia, si chiamerebbero z-mbbr e vengono usati per accelerare la depurazione delle acque. Secondo le analisi fatte da Archeoplastica, arriverebbero da qualche depuratore del Nord Italia. “Un qualche malfunzionamento, infatti, potrebbe averli fatti scaricare nel fiume per poi arrivare al mare”, viene spiegato.

 

 

Non è la prima volta che accade una situazione simile. Già in passato, in Campania, Lazio e Toscana, un impianto di depurazione aveva portato allo sversamento di migliaia di dischetti simili nell'acqua.

 

Il coordinatore dell’associazione Plastic Free, Riccardo Mancin, citato da SkyTG24, ha spiegato che “sono utilizzati nei depuratori più moderni, strumenti molto rari in Italia. È possibile che provengano da un impianto situato nell’Alto Adige, vista la loro concentrazione nelle zone settentrionali della costa, oppure che siano stati scaricati accidentalmente in mare da una nave”.

 

Archeoplastica, dal canto suo, dopo aver denunciato il problema, ha fatto sapere di aver mandato una mail al direttore vendite dell’azienda svedese che produce questi dischetti. “Gli abbiamo chiesto – spiegano – se può fornirci un elenco dei clienti italiani che utilizzano questa tecnologia. Pensiamo infatti che ci sia un’azienda, o un depuratore che scarica nell’Adige, ignaro di quanto sta accadendo, e che continui a perdere questi dischetti in mare senza saperlo”.

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