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| 11 lug 2025 | 17:27

Scoperto in una casa un "museo fantasma" con reperti archeologici precolombiani e dell'antico Egitto di inestimabile valore: ecco com'è andata l'incredibile vicenda

Si tratta a tutti gli effetti di un vero e proprio tesoro archeologico, i reperti erano stati acquistati in vari mercatini nel corso degli anni

Scoperto in una casa un "museo fantasma" con reperti archeologici precolombiani e dell'antico Egitto di inestimabile valore

VERONA. Spesso si dice "avere un tesoro in casa": ecco, in un'abitazione nel veronese non si trattava semplicemente di un modo di dire, ma era pura realtà.

 

Un vero e proprio tesoro archeologico, con numerosi reperti, è infatti rimasto nascosto per anni tra le mura di un'abitazione ed ora, grazie al lavoro dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Udine, è stato restituito alle ambasciate di Egitto, Colombia, Costa Rica, Panama, Perù e Repubblica Dominicana.

 

Ma andiamo con ordine: i reperti, alcuni dei quali sono stati affidati anche al Museo delle Civiltà di Roma, erano stati acquistati in oltre trent'anni in vari mercatini dell'usato del nord est da un appassionato di archeologia.

 

E la passione si è trasformata man mano in collezionismo, che ha portato alla formazione, letteralmente, di un museo fantasma senza autorizzazioni ne documentazione legale: nello specifico i reperti – principalmente vasellame, statuette e oggetti di bronzo o terracotta, risalgono ad un immenso arco temporale, dal I millennio a.C fino al XVI secolo e provenienti da civiltà precolombiane e dell'antico Egitto.

 

Presente nella collezione anche una rara maschera di pietra di tipo votivo religioso appartenente alla cultura Taino della Repubblica Dominicana e catalogata tra i beni ad alto rischio di trafugamento.

 

La scoperta della collezione fantasma risale al 2017 nell'ambito di un'indagine dei carabinieri coordinata dalla Procura di Verona: successivi accertamenti hanno poi confermato l'autenticità dei pezzi che sono stati restituiti tra dicembre 2024 e luglio 2025.

 

Il collezionista veronese, al termine delle indagini, è stato denunciato in stato di liberta con il procedimento penale che è stato poi archiviato.

 

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