Dai viaggi in Oriente alla vetrina di casa a Trento: un'antica brocca nera dell'Età del Ferro sotto sequestro e restituita all’Iran
La brocca, analoga a esemplari custoditi presso il British Museum di Londra, era stata acquistata come “souvenir non convenzionale” da un appassionato collezionista trentino nel corso dei suoi viaggi e, dopo il suo decesso, ereditata dal figlio, ignaro sia del valore culturale che dell’origine delittuosa

TRENTO. C'è anche una grande brocca in ceramica nera con versatoio “a becco”, risalente al II-I millennio a.C. (Età del Ferro) e originaria del Luristan (regioni Pish-Kuh e Posht-Kuh), tra i beni restituiti all’Ambasciata iraniana nel corso delle operazioni portate avanti dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Udine
La brocca è stata sequestrata in provincia di Trento assieme a numerosi altri beni culturali di provenienza estera, nell’ambito di un'attività investigativa coordinata dalla Procura già dal 2022, è risultata frutto di accertati scavi clandestini in Iran e di successiva esportazione illecita verso l’Italia.
La brocca, analoga a esemplari custoditi presso il British Museum di Londra, era stata acquistata come “souvenir non convenzionale” da un appassionato collezionista trentino nel corso dei suoi viaggi e, dopo il suo decesso, ereditata dal figlio, ignaro sia del valore culturale che dell’origine delittuosa. Questa grande brocca in ceramica nera rientra tra gli importanti beni che nei giorni scorsi i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Udine, in data 4 e 5 settembre 2025, hanno consegnato non solo all’Ambasciata della Repubblica Islamica dell’Iran ma anche a quella della Repubblica dell’Ecuador.
Si tratta di importanti reperti archeologici, recuperati a conclusione di tre distinte e articolate attività d’indagine volte a contrastare il traffico illecito di beni culturali. Le operazioni sono state condotte dal Nucleo Tpc di Udine, con il coordinamento delle Procure della Repubblica di Udine e di Trento, che hanno permesso di individuare e sequestrare numerosi reperti archeologici privi della necessaria documentazione che ne attestasse la lecita provenienza ed esportazione.
Per ciò che concerne uno dei due procedimenti in seno alla Procura udinese, oltre ai reperti ecuadoriani, il Nucleo Tpc di Udine ha sequestrato 53 pregiati vasi cinesi, che sono stati restituiti alla Repubblica Popolare Cinese.
I reperti destinati all’Iran, straordinaria testimonianza di vasellame riconducibile a epoche e culture diverse, erano nella disponibilità di un collezionista friulano che li aveva acquistati nel “mercato nero”. In suo possesso si trovavano anche numerosi altri manufatti provenienti da diversi Paesi esteri, tuttora in corso di restituzione.
Nella circostanza sono stati restituiti dodici antichi reperti costituiti da bottiglie, ciotole, brocche e piatti in ceramica decorata afferenti alle produzioni Qajar (XIX secolo), Nishabur (X secolo), Tabrestan (X-XI secolo), Zarin Fam (VII
secolo), Kashan (XII-XIII secolo), Kashan/Gorgan (XII-XIII secolo), Mina’i, produzione Rey (XIII secolo).














