"Se non con l'esercito, serve almeno una collaborazione con la vigilanza privata". Civettini (Forza Italia): "Si metta in campo un progetto concreto per la sicurezza"
Sicurezza a Trento, interviene Claudio Civettini (Forza Italia): "Il grido d’allarme degli esercenti ora chiede un’azione coordinata e mirata, in ausilio alla indiscutibile quotidiana presenza delle forze dell’ordine"

TRENTO. "Ha ragioni da vendere, la Presidente dell’Associazione pubblici esercizi del Trentino, Fabia Roman a chiedere attenzioni straordinarie, sul fronte della sicurezza a Trento, che in tema di microcriminalità, furti, rapine in centro e degrado, la situazione, suscita 'una crescente preoccupazione tra gli operatori economici del centro storico, in particolare tra i gestori di bar e pubblici esercizi'".
Si apre così il comunicato stampa con cui Claudio Civettini (Forza Italia), già consigliere provinciale e candidato consigliere comunale nella lista che sostiene Ilaria Goio, torna a parlare del tema sicurezza in città.
"Di là da ogni strumentalizzazione e in tempi recenti, ebbi a proporre la richiesta all’Amministrazione comunale, della richiesta alle Autorità competenti, della necessità dell’impiego della presenza dell’esercito, non necessariamente armato, ma come presidio delle zone ormai indecenti e degradate, dove spaccio e folli nullafacenti, la fanno da padroni, spesso, impunemente. Ma il grido d’allarme degli esercenti ora chiede un’azione coordinata e mirata, in ausilio alla indiscutibile quotidiana presenza delle forze dell’ordine - che danno sempre il massimo - ma che sono oberate da complessi ordini di servizio diversificati, in movimento e che non possono materialmente mirare alla prevenzione costante e sicurezza che gli esercenti giustamente richiedono".
"Credo che a questo punto, se la sicurezza è un valore da perseguire, sia da istituzionalizzare una stretta collaborazione con la Vigilanza privata, ben presente sul territorio e che potrebbe dare risposte concrete, se coordinate da un progetto pubblico, organizzato dal Comune di Trento in collaborazione con la Provincia, per le sue competenze e costi. Una necessità indifferibile che abbia come obiettivo, la normalizzazione di una Città/provincia, che per una serie di mancanze di visione preventiva, probabilmente è sfuggita dalla necessità di prevenzione e sicurezza, irrinunciabile. Un coordinamento che non può e non deve essere visto stupidamente come militarizzazione di una città, ma come rimessa nei giusti binari, di una necessaria convivenza fatta di diritti e doveri, ma anche di diritto alla legalità per chi è custode della bellezza e del benessere della città, dei turisti e di chi ci vive".












