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Trento
26 aprile | 10:51

"Se non con l'esercito, serve almeno una collaborazione con la vigilanza privata". Civettini (Forza Italia): "Si metta in campo un progetto concreto per la sicurezza"

Sicurezza a Trento, interviene Claudio Civettini (Forza Italia): "Il grido d’allarme degli esercenti ora chiede un’azione coordinata e mirata, in ausilio alla indiscutibile quotidiana presenza delle forze dell’ordine"

"Se non con l'esercito, serve almeno una collaborazione con la vigilanza privata"
di Redazione

TRENTO. "Ha ragioni da vendere, la Presidente dell’Associazione pubblici esercizi del Trentino, Fabia Roman a chiedere attenzioni straordinarie, sul fronte della sicurezza a Trento, che in tema di microcriminalità, furti, rapine in centro e degrado, la situazione, suscita 'una crescente preoccupazione tra gli operatori economici del centro storico, in particolare tra i gestori di bar e pubblici esercizi'".

 

Si apre così il comunicato stampa con cui Claudio Civettini (Forza Italia), già consigliere provinciale e candidato consigliere comunale nella lista che sostiene Ilaria Goio, torna a parlare del tema sicurezza in città. 

 

"Di là da ogni strumentalizzazione e in tempi recenti, ebbi a proporre la richiesta all’Amministrazione comunale, della richiesta alle Autorità competenti, della necessità dell’impiego della presenza dell’esercito, non necessariamente armato, ma come presidio delle zone ormai indecenti e degradate, dove spaccio e folli nullafacenti, la fanno da padroni, spesso, impunemente. Ma il grido d’allarme degli esercenti ora chiede un’azione coordinata e mirata, in ausilio alla indiscutibile quotidiana presenza delle forze dell’ordine - che danno sempre il massimo - ma che sono oberate da complessi ordini di servizio diversificati, in movimento e che non possono materialmente mirare alla prevenzione costante e sicurezza che gli esercenti giustamente richiedono".

 

"Credo che a questo punto, se la sicurezza è un valore da perseguire, sia da istituzionalizzare una stretta collaborazione con la Vigilanza privata, ben presente sul territorio e che potrebbe dare risposte concrete, se coordinate da un progetto pubblico, organizzato dal Comune di Trento in collaborazione con la Provincia, per le sue competenze e costi. Una necessità indifferibile che abbia come obiettivo, la normalizzazione di una Città/provincia, che per una serie di mancanze di visione preventiva, probabilmente è sfuggita dalla necessità di prevenzione e sicurezza, irrinunciabile. Un coordinamento che non può e non deve essere visto stupidamente come militarizzazione di una città, ma come rimessa nei giusti binari, di una necessaria convivenza fatta di diritti e doveri, ma anche di diritto alla legalità per chi è custode della bellezza e del benessere della città, dei turisti e di chi ci vive".

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