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Trento
06 settembre | 13:23

"Si prende cura di una gatta randagia e Itea le rincara l'affitto", duro intervento della Lav. "Il regolamento è in contrasto con le norme che tutelano i gatti liberi sul territorio”

La Lav del Trentino: "L'inquilina si è presa cura di Moretta, anziana gatta randagia di 12 anni,  con dei piattini di cibo e posizionando una piccola casetta nel giardino comune e che non nuoce a nessuno. Il risultato? Violazione del regolamento dell'Itea con ricalcolo verso l’alto del canone di locazione"

"Si prende cura di una gatta randagia e Itea le rincara l'affitto", duro intervento della Lav

MORI. “Inquilina si prende cura di un'anziana gatta randagia nel condominio Itea, nutrendola e posizionando negli spazi condominiali una piccola casetta, ma questo viola il regolamento e la società le rincara l'affitto”. A segnalare l'episodio, avvenuto a Mori, è la Lav del Trentino che spiega di aver scritto ad Itea, sottolineando come proprio il regolamento stesso “contrasti con la normativa, nazionale e provinciale, a tutela degli animali d’affezione”.

 

A ripercorrere la vicenda, in una nota, è proprio l'associazione animalista: questa, viene spiegato, ha visto coinvolta una inquilina di un complesso condominiale gestito da Itea, la quale si è vista raggiunta da una diffida  - con decurtazione dei punti ed aumento del canone di locazione - per violazione del Regolamento delle Affittanze, con la quale Itea gli impone di rimuovere una piccola casetta posizionata nel parco condominiale e occupata da una gatta di 12 anni, ma anche di interrompere la somministrazione di cibo ad una colonia di circa 3/4 gatti che frequenta le parti comuni

 

“Tutto iniziò qualche tempo fa con un miagolio di una simpatica gatta randagia – si legge nel testo – un miagolio che era una richiesta di aiuto: richiesta di cibo, innanzitutto, poi coccole, e infine di un posticino caldo e asciutto nelle fredde notti d’inverno.” E quella richiesta, specifica la Lav, non è caduta inascoltata: un'inquilina dell'Itea ha infatti risposto con dei piattini di cibo e una piccola casetta posizionata nel giardino comune a tutti i condomini,, ma posizionata in modo tale “da non nuocere a nessuno”.

 

“La vita di Moretta, anziana gatta randagia che da 12 anni frequenta la zona del comune di Mori attigua a via S. Giovanni – prosegue la Lav – è così cambiata in meglio. Risultato? Violazione del regolamento delle affittanze dell'Itea con conseguente ricalcolo verso l’alto del canone di locazione”.

 

A mettere nero su bianco la posizione dell'associazione trentina è la responsabile Stefania Maccarinelli: “Non riteniamo sia giusto punire un gesto di bontà e di civiltà nei confronti di animali in difficoltà. Piuttosto la signora dovrebbe essere premiata e portata come esempio a bambini e adulti del quartiere. Per questo abbiamo scritto all’Itea chiedendo di riconsiderare la loro decisione”.

 

Ad essere poi rimarcato è poi come i gatti che vivono liberi sul territorio, godano di protezione sancita dalla legge, per cui non possono essere allontanati o spostati dal loro areale, possono frequentare indisturbati le parti comuni dei condomini e inoltre, come sancito dal costante orientamento giurisprudenziale, “nessuna norma di legge, né statale né regionale, fa divieto di alimentare gatti randagi in luoghi pubblici o privati in cui essi trovano rifugio”.

 

"Il divieto imposto da Itea di somministrare cibo ai gatti randagi che frequentano gli spazi condominiali, nonché l’obbligo di rimuovere i manufatti ove gli stessi trovano rifugio" conclude Maccarinelli, "non solo contrasta con la normativa, nazionale e provinciale, a tutela degli animali d’affezione ma configura altresì una condotta contraria al senso umano e al rispetto dovuto a questi".

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