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Bolzano
18 dicembre | 18:06

Si schianta e lo trovano con in mano una bottiglia di spumante: "Dopo l'incidente ho bevuto per lo shock". Per lui maxi multa ma il giudice lo salva

Un automobilista altoatesino, inizialmente condannato a una pesante ammenda di 8.000 euro e alla revoca della patente, è stato assolto "per non aver commesso il fatto" in merito all'accusa di guida in stato di ebbrezza

Si schianta e lo trovano con in mano una bottiglia di spumante: "Dopo l'incidente ho bevuto per lo shock"

BOLZANO. Una bottiglia di spumante tra le mani subito dopo un violento incidente stradale può sembrare una prova schiacciante, ma per il Tribunale di Bolzano è diventata l'elemento centrale di un’assoluzione che ribalta completamente il primo grado di giudizio. Un automobilista altoatesino, inizialmente condannato a una pesante ammenda e alla revoca della patente, è stato assolto "per non aver commesso il fatto" in merito all'accusa di guida in stato di ebbrezza.

 

La vicenda risale alla sera dell’11 settembre 2022, quando l’uomo, alla guida di un furgone lungo la superstrada MeBo, perse improvvisamente il controllo del mezzo. A causare lo schianto contro il guardrail non fu un colpo di sonno o una distrazione, bensì lo scoppio di uno pneumatico. Fu lo stesso conducente a dare l’allarme e a chiedere l’intervento della Croce Bianca. Tuttavia, al loro arrivo, i soccorritori trovarono l’uomo intento a bere da una bottiglia di spumante, un dettaglio che portò gli inquirenti e il giudice di primo grado a ritenere che l’automobilista fosse ubriaco già al momento di mettersi al volante.

 

La difesa, curata dagli avvocati Vittorio Papa e Alessandro Lorenzi, ha però scardinato questa ricostruzione. Secondo i legali, l’uomo avrebbe iniziato a bere solo dopo l'incidente, spinto da uno stato di profondo turbamento e dal forte stress accumulato in quel periodo. Una tesi che ha trovato riscontro nelle criticità tecniche sollevate dai consulenti di parte riguardo agli esami clinici effettuati in ospedale, dove era stato rilevato un tasso di 2,15 grammi di alcol per litro di sangue.

 

Gli esperti hanno dimostrato che il test effettuato non aveva valore legale poiché analizzava il plasma e non il sangue intero, una procedura che tende a sovrastimare la reale concentrazione alcolica. Inoltre, il prelievo era stato eseguito oltre due ore e mezza dopo il sinistro: un intervallo temporale troppo lungo perché un unico esame potesse stabilire con certezza scientifica quale fosse lo stato dell’uomo al momento della guida. Accogliendo queste motivazioni, il giudice ha annullato l’ammenda di 8.000 euro, la confisca del furgone e la revoca della patente. 

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