Sinner “felice d'esser nato in Italia e non in Austria”, ma gli Schützen non ci stanno: “Parole poco meditate che fanno male”
Per Jannik Sinner, il campione azzurro del tennis che la settimana prossima si giocherà il posto di numero 1 al mondo nelle Finals di Torino, l'ultimo 'attacco' è arrivato dal comandante dei Cappelli piumati dell'Alto Adige, Christoph Schmid, che in una lunga lettera aperta ha commentato le sue parole

BOLZANO. Prima l'accusa di essere “anti-italiano” – con l'immancabile attacco di Nicola Pietrangeli e il discusso intervento di Bruno Vespa – dopo il 'no' alla Coppa Davis e ora, dopo una recente intervista a Sky Sport nella quale si è detto “orgoglioso di essere italiano” e “felice di esser nato in Italia e non in Austria o da un'altra parte”, la reazione degli Schützen. Per Jannik Sinner, il campione azzurro del tennis che la settimana prossima si giocherà il posto di numero 1 al mondo nelle Finals di Torino, l'ultimo 'attacco' è infatti arrivato dal comandante dei Cappelli piumati dell'Alto Adige, Christoph Schmid, che in una lunga lettera aperta ha commentato le sue parole.
“Innanzitutto – dice – una premessa: un'affermazione personale come questa è, naturalmente, un diritto di ogni persona e merita rispetto. In una società libera, ognuno può definire la propria identità come desidera. Tuttavia, caro Jannik, desideriamo contestualizzare le tue parole e richiamare l'attenzione sul loro significato particolare per tutti noi. Sai bene che affermazioni di questo tipo, specialmente se pronunciate da una personalità tanto conosciuta, hanno un effetto che va ben oltre lo sport. Sono accolte con soddisfazione dai nazionalisti in Italia e allo stesso tempo con preoccupazione da alcuni qui da noi. Perché toccano questioni che per noi sono centrali: la nostra lingua, la nostra storia, la nostra identità”.
“I tuoi successi sportivi – si legge nel documento – ci entusiasmano. Ma anche le tue parole restano impresse nella memoria, e hanno un effetto. Perché vengono rapidamente generalizzate e applicate a tutte le persone della nostra amata terra”. Per Schmid “proprio questa Austria da te 'rifiutata' si è impegnata instancabilmente, in decenni difficili, per i diritti della popolazione altoatesina, sul piano politico, diplomatico e culturale. Senza questo impegno, la nostra attuale autonomia, il nostro benessere e forse anche il tuo originale e familiare dialetto pusterese non si sarebbero conservati. L'Austria è stata, per molte generazioni di altoatesini, l'unica voce di solidarietà, di sostegno, di appoggio”.
“Per questo – continua il comandante degli Schützen – fa male quando personalità di spicco della nostra terra, con parole poco meditate, danno l'impressione che questo legame storico e la nostra faticosamente conquistata autonomia non abbiamo più alcun valore. Perché l'identità e la diversità culturale non devono mai scomparire dietro simboli nazionali. Altrimenti, un giorno, forze politiche a Roma potrebbero essere tentate di mettere in discussione quell'autonomia di cui abbiamo tanto bisogno e per la quale lottiamo ogni giorno. Sappiamo bene quanto sia grande la pressione pubblica su di te, e quante volte di vengano poste le stesse domande. Il nostro augurio per te è dunque duplice: quando in futuro ti verrà chiesto del tuo sentimento nazionale, ti preghiamo di considerare la portata delle tue parole. Parla, se lo desideri, della tua appartenenza all'Italia, ma fallo con rispetto verso tutti coloro che si sentono sudtirolesi, ladini o appartenenti ad altre minoranze”.
“Proprio tu – concludono i Cappelli piumati – che viaggi tanto nel mondo, sai che apertura e diversità non sono una debolezza, ma una forza. Anche la Costituzione italiana tutela l'autonomia culturale delle minoranze, un principio che dovremmo tutti insieme vivere e preservare. Ti ringraziamo per la comprensione e, soprattutto, per la gioia che ci doni con il tuo straordinario talento. Sei un grande sportivo, un modello per tanti giovani, e ti auguriamo ancora molto successo nel tuo cammino”.












