Tra i capelli ha la scritta "Hate Nazist": ragazzo di 15 anni picchiato a un concerto
A salvare il ragazzo dalla brutale aggressione sono stati i dipendenti del locale dove si trovava. "È inaccettabile che io, come molti altri, debba temere per la mia vita solo perché mi dichiaro antifascista" dichiara il ragazzo, raccontando quanto accaduto

BOLZANO. Un’aggressione brutale, avvenuta per una scritta sui capelli. Sulla testa di Giulio, bolzanino 15enne, tra i suoi capelli biondi, spuntano infatti le parole “Hate Nazis” (odio i nazisti). Ed é stata proprio quella scritta a causare la rabbia di alcuni avventori di un concerto che lo hanno picchiato senza remore.
É lo stesso Giulio a raccontare quanto accaduto.
“Sabato scorso, 20 settembre 2025, sono stato vittima di un’aggressione al bar Harley di Bolzano, per la sola colpa di aver scritto sui miei capelli “HATE NAZIS” - racconta Giulio - Dalle 16, all’Harley, c’era musica dal vivo e io mi trovavo lì perché alle 17:30 si sarebbero esibiti i Dirty Walkers, nonché miei amici”. “Ero seduto ad un tavolo a chiacchierare, quando un uomo sulla quarantina, seduto al tavolo dietro di me, mi ha chiesto cosa avessi scritto in testa. Gli ho risposto spiegandogli il significato della scritta, e lui si è rivolto al suo amico, attirando la sua attenzione su quello che stavo dicendo.
L’amico mi ha chiesto la motivazione dietro la scritta, e gli ho tranquillamente spiegato che personalmente ero contrario al nazismo, e volevo esprimerlo in questo modo”.
Ed é in quel momento, racconta Giulio, che tutto é andato storto.
“Lui, ridendo, mi ha chiesto: “E allora perché sei qui?”. Ho risposto che mi trovavo lì per sentire i miei amici suonare. Neanche il tempo di finire la frase, che l’uomo mi ha preso per il colletto della maglia, tirandomi verso di lui, e sbattendomi per terra, contro una panca. Subito dopo, l’amico di lui e qualche altra persona (che non sono riuscito a vedere bene, data la situazione in cui mi trovavo) hanno iniziato a colpirmi ripetutamente con pugni, graffi e schiaffi in testa, sul collo e sulla schiena. Fortunatamente sono intervenuti gli organizzatori dell’evento, mettendosi in mezzo tra me e loro, e permettendomi di allontanarmi”. Il racconto Giulio prosegue. Il ragazzo infatti, messosi in salvo, chiama le forze dell’ordine. “Ho chiesto se fosse possibile mandare una volante, poiché non mi sentivo al sicuro, temendo che la situazione potesse ripetersi o degenerare ulteriormente. La polizia, dopo essersi accertata delle mie condizioni, mi ha semplicemente detto di sporgere denuncia il giorno seguente. Nessun agente è arrivato sul posto. Avrei sperato in un intervento di qualche tipo, che potesse garantire la sicurezza mia e delle altre persone presenti”, racconta Giulio.
“Sebbene mi trovassi in un ambiente in cui sapevo che avrei potenzialmente potuto incontrare persone che non appoggiano la mia visione politica, non mi ero preoccupato eccessivamente poiché all’evento erano presenti diverse famiglie, bambini, e ragazzi anche molto giovani - dice - Inoltre, nella stessa giornata di oggi, sulle passeggiate del Talvera, la mia bici è stata vandalizzata con svastiche e scritte fasciste, e una delle ruote è stata lacerata con un coltello. Rimango sempre più stupito e deluso dalla realtà in cui mi trovo a vivere. È inaccettabile che io, come molti altri, debba temere per la mia vita solo perché mi dichiaro antifascista. Non mi sento al sicuro, nell’Italia di oggi, anche solo a diffondere un messaggio di pace. Non sarà questo episodio a frenarmi dall’esprimermi, dal far sentire la mia voce, e dal battermi per ciò in cui credo. L’Italia ha bisogno di un cambiamento. Episodi come questi non devono più essere tollerati”, conclude il ragazzo.
É il Presidente di ANPI Alto Adige a denunciare l’accaduto. "Un nostro iscritto ci ha segnalato che Giulio è stato aggredito da un gruppo di nazisti mentre stava tranquillamente assistendo ad un concerto e, poi, successivamente. È necessario che i responsabili siano perseguiti. È grave che molti si siano girati dall'altra parte. Noi non lo faremo. Giulio non sarà solo. Ed è necessario che la Città reagisca contro questo tipo di azioni e la sostanziale impunità che le circonda", scrive ANPI in una nota.


















