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Trento
17 giugno | 06:56

Tragedia di Celledizzo, tre cacciatori indagati per la morte di Massimiliano Lucietti

Dopo la riapertura del caso ora si attendono nuovi indagini, la strada sulla quale l'avvocato della famiglia Lucietti, Giuliano Valer, si era maggiormente concentrato è stata quella che qualcuno potrebbe aver sviato le indagini, mentendo o omettendo la verità

TRENTO.  Ci sono tre nuovi indagati nel caso della morte di Massimiliano Lucietti, il giovane cacciatore 24enne che è stato ucciso nell'ottobre del 2022 da un colpo di fucile durante una battuta di caccia in Val di Sole.

 

Si tratta di tre cacciatori della zona. La strada è quella sulla quale l'avvocato della famiglia Lucietti, Giuliano Valer, si era maggiormente concentrato (QUI L'ARTICOLO), e cioè che qualcuno potrebbe aver sviato le indagini, mentendo o omettendo la verità. “Questo aspetto ha sempre destato grande interesse, ed è su questo che mi sono concentrato fin dall’inizio", aveva spiegato l'avvocato a il Dolomiti.

 

Nei giorni scorsi il giudice per le indagini preliminari aveva deciso di riaprire il caso con nuove indagini, come era stato più volte richiesto dalla famiglia del ragazzo che continua a cercare la verità.

 

Ora, per i tre nuovi indagati, tra le ipotesi di reato indicate dal gip sono omicidio volontario o favoreggiamento. Serviranno quindi nuove indagini per cercare di capire cosa sia veramente successo a Massimiliano Lucietti.

 

IL DRAMMA NEL BOSCO E LE INDAGINI

Nelle prime ore del 31 ottobre del 2022 Massimiliano Lucietti, 24 anni, era uscito per una battuta di caccia. Il giovane è stato trovato senza vita in località Corè, a Celledizzo, colpito da un proiettile alla testa. A trovare il corpo era stato un'ex guardia forestale, Maurizio Gionta, di 59 anni, che fu il primo a lanciare l'allarme e chiedere l'intervento dei soccorsi.

 

Il giorno dopo questo drammatico episodio lo stesso Gionta è stato trovato senza vita. In questo caso fu trovato anche un biglietto in cui il 59enne chiedeva che non gli venissero attribuite colpe che non aveva.

 

La perizia eseguita dai carabinieri del Ris sui campioni prelevati da Gionta non aveva poi rilevato alcuna traccia di polvere da sparo, escludendo quindi l'ipotesi che l’uomo, la mattina del 31 ottobre, avesse sparato con un fucile.

 

Sono state analizzate diverse armi che erano state analizzate e di proprietà di vari cacciatori della zona di Celledizzo. Nessuna di queste armi, però, sarebbe stata quella che ha sparato a Massimiliano Lucietti.

 

A fine aprile dello scorso anno la Procura aveva depositato una richiesta di archiviazione, ma i genitori si erano opposti. La decisione spettava quindi al giudice per le indagini preliminari, che ha deciso nelle scorse ore di non accogliere la richiesta di archiviazione e di disporre quindi nuove indagini.

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