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Trento
15 giugno | 20:41

Giallo di Celledizzo, il caso di Massimiliano Lucietti si riapre. L'avvocato della famiglia: “Qualcun potrebbe aver sviato le indagini, mentendo o omettendo la verità”

Nelle prime ore del 31 ottobre del 2022 Massimiliano Lucietti, 24 anni, era uscito per una battura di caccia. Il giovane è stato trovato senza vita in località Corè, a Celledizzo, colpito da un proiettile alla testa. Nessuno sa cosa possa essere successo e ora la riapertura delle indagini avviene a circa un anno dalla richiesta di archiviazione del caso

TRENTO. “Siamo fiduciosi nell'intervento della giustizia”. Usa queste parole Giuliano Valer, l'avvocato della famiglia di Massimiliano Lucietti, il giovane cacciatore 24enne che è stato ucciso nell'ottobre del 2022 da un colpo di fucile durante una battuta di caccia in Val di Sole. 

Una vicenda drammatica che fino ad oggi non ha trovato risposte e responsabili ma per la quale il giudice per le indagini preliminari ha deciso di riaprire il caso con nuove indagini come era stato più volte richiesto dalla famiglia del ragazzo che continua a cercare la verità. 

 

IL DRAMMA NEL BOSCO E LE INDAGINI 
Nelle prime ore del 31 ottobre del 2022 Massimiliano Lucietti, 24 anni, era uscito per una battura di caccia. Il giovane è stato trovato senza vita in località Corè, a Celledizzo, colpito da un proiettile alla testa.  A trovare il corpo era stato un'ex guardia forestale, Maurizio Gionta, di 59 anni che fu il primo a lanciare l'allarme e chiedere l'intervento dei soccorsi. 

Il giorno dopo questo drammatico episodio lo stesso Gionta è stato trovato senza vita. In questo caso fu trovato anche un biglietto in cui il 59enne chiedeva che non gli venissero attribuite colpe che non aveva

 

La perizia eseguita dai carabinieri del Ris sui campioni prelevati da Gionta, non avevano poi rilevato alcuna traccia di polvere da sparo escludendo quindi l'ipotesi che l’uomo, la mattina del 31 ottobre, avesse sparato con un fucile.

 

Sono state analizzate diverse armi che erano state analizzate e di proprietà di vari cacciatori della zona di Celledizzo. Nessuna di queste armi, però, sarebbe stata quella che ha sparato a Massimiliano Lucietti. A fine aprile dello scorso anno la Procura aveva depositato una richiesta di archiviazione, ma i genitori si erano opposti. La decisione spettava quindi al giudice per le indagini preliminari, che ha deciso nelle scorse ore di non accogliere la richiesta di archiviazione e di disporre quindi nuove indagini.  

 

NUOVI APPROFONDIMENTI

La decisione presa dal giudice permette ora di riaprire il caso. “Dovranno essere fatti nuovi approfondimenti” ha spiegato a il Dolomiti l'avvocato Giuliano Valer. “È una sollecitazione – spiega – di valutare la posizione di nuove persone che potranno essere indagate”. Tre le ipotesi che possono essere messe sul tavolo: la prima è che il colpo sia partito da chi oggi non c'è più ed in questo caso è una situazione che non interessa più alla giustizia.

 

“Un'altra strada – spiega Valer – è che il colpo sia partito da altri ed in questo caso chiediamo di indagare”.  La terza ipotesi, invece, è quella sulla quale l'avvocato della famiglia si sarebbe maggiormente concentrato. Il colpo sarebbe partito dal fucile di un'altra persona, ma, spiega l'avvocato, “qualcun altro potrebbe aver sviato le indagini, mentendo o omettendo la verità. Questo aspetto ha sempre destato grande interesse, ed è su questo che mi sono concentrato fin dall’inizio".

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