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Trento
04 luglio | 17:10

La Fenalt contro il Comune di Trento: "Furbizie per negare i rimborsi agli operai, trattati come lavoratori di serie B. Siamo pronti alle vie legali"

La Fenalt apre una vertenza contro il Comune di Trento: "Una situazione paradossale. Il personale operaio viene chiamato d'urgenza fuori dall'orario di lavoro, usa la sua auto per risolvere emergenze sul territorio e l'amministrazione rifiuta di riconoscere il rimborso delle spese chilometriche"

di Redazione

TRENTO. La Fenalt porta il Comune di Trento davanti al Servizio lavoro della Provincia. "E' una situazione paradossale e inaccettabile". 

 

Al centro della vertenza - spiega il sindacato - c'è il rifiuto da parte dell'amministrazione comunale di riconoscere il rimborso delle spese chilometriche al personale operaio che, chiamato d'urgenza fuori dal normale orario di lavoro per risolvere emergenze sul territorio, ha dovuto utilizzare il mezzo privato per garantire la tempestività degli interventi.

 

"Quando c'è una tubatura rotta, una strada interrotta o un'emergenza che mette a rischio la sicurezza dei cittadini di Trento, gli operai comunali saltano in macchina a qualsiasi ora del giorno e della notte per correre sul posto. Lo fanno per puro spirito di servizio e dovere d'ufficio", spiega Maurizio Valentinotti, segretario generale della Fenalt. "Eppure, per anni, il Comune ha risposto alle nostre richieste di rimborso con un muro di gomma, adducendo che 'senza una norma specifica nel vecchio contratto non si può pagare'. Una tesi giuridicamente bizzarra: il rimborso spese non è un premio o una regalia, ha natura risarcitoria. Un lavoratore non deve e non può rimetterci di tasca propria, tra usura del mezzo e costo del carburante, per andare a fare un servizio ai cittadini di notte o sabato e domenica".

 

Fino al 12 gennaio scorso, le indicazioni erano poco chiare ma la Fenalt nell'accordo di settore dei Comuni ha chiesto di codificare nero su bianco il diritto al rimborso chilometrico.

 

"La nuova norma contrattuale ha una valenza chiaramente ricognitiva", continua Valentinotti. "Non ha inventato un diritto che prima non esisteva, ha semplicemente messo fine alle interpretazioni restrittive del Comune. Per questo non siamo disposti a colpi di spugna sul passato: abbiamo depositato formale istanza di conciliazione per chiedere il pagamento di tutti gli arretrati dal 2021 fino a tutto il 2025, comprensivi di interessi e spese di vertenza, per gli operai rimasti penalizzati prima della svolta di gennaio".

 

Il sindacato evidenzia inoltre una pesante disparità di trattamento territoriale che pesa come un macigno: "La Provincia di Trento e la quasi totalità dei Comuni trentini riconoscono da sempre questi rimborsi applicando i sani principi di correttezza e di equità, mentre gli operai del capoluogo sono stati trattati come lavoratori di serie B. Ora ci aspettiamo risposte concrete dal tavolo di conciliazione. Un eventuale diniego da parte del Comune sarebbe semplicemente vergognoso. Sia chiaro fin d'ora: se l'Amministrazione dovesse arroccarsi ancora dietro a cavilli burocratici rifiutando una soluzione bonaria, non faremo sconti a nessuno e andremo dritti in causa, portando il Comune in Tribunale per vie legali", conclude Valentinotti.

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