Trattato di Osimo, la sottosegretaria Savino incontra il ministro Valditara: "Fondamentale per comprendere la storia del nostro confine orientale"
La sottosegretaria di Stato all’Economia e alle Finanze e Segretario Regionale di Forza Italia in Friuli Venezia Giulia ha spiegato che è un tema che merita approfondimento e confronto, valorizzando il pluralismo dei punti di vista e il ruolo della scuola come luogo di crescita civica

TRIESTE. “Raccontare il Trattato di Osimo alle giovani generazioni significa aiutarle a leggere con consapevolezza una pagina complessa della nostra storia nazionale, che ha inciso profondamente sull’identità del Friuli Venezia Giulia e sull’evoluzione dei rapporti internazionali dell’Italia”, ha usato queste parole la sottosegretaria di Stato all’Economia e alle Finanze e Segretario Regionale di Forza Italia in Friuli Venezia Giulia, Sandra Savino, nell'incontro avuto con il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, per un confronto dedicato al valore storico e civico dell’insegnamento del Trattato di Osimo, a cinquant’anni dalla sua firma.
È un tema che merita approfondimento e confronto, valorizzando, ha spiegato la sottosegretaria, il pluralismo dei punti di vista e il ruolo della scuola come luogo di crescita civica.
“L’obiettivo – ha spiegato ancora l'esponente di governo – non è proporre letture precostituite, ma sostenere la scuola nel suo compito di formare cittadini consapevoli”.
Gli Accordi di Osimo del 10 novembre 1975 resero definitiva la linea di confine fra Italia e Jugoslavia e rappresentarono un momento molto importante per confermare i confini tra i due Paesi nel Territorio Libero di Trieste, a seguito del Memorandum di Londra del 1954.
“Il Trattato di Osimo – ha concluso la sottosegretaria Sandra Savino – è un capitolo fondamentale per comprendere la storia del nostro confine orientale, e il suo insegnamento, se inserito in modo libero e coerente nei piani dell’offerta formativa, può rafforzare il senso di appartenenza, la conoscenza del passato e la capacità critica dei nostri ragazzi”.












