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| 28 ott 2025 | 18:22

''Uccisa con una quantità smisurata di coltellate'', la vittima era madre di un ragazzino e una bimba. L'assassino avrebbe dovuto indossare il braccialetto elettronico

Douglas Reis Pedros annoverava già una condanna per rifiuto dell’accertamento dello stato di ebrezza e che dagli accertamenti risulta fare un uso smodato di alcool e di stupefacenti, si trovava già sottoposto a procedimento penale per numerose ipotesi di reato tra cui maltrattamenti, lesioni volontarie. Pochi mesi fa era stata accertata questa condotta: ''Gettandola a terra, trascinandola per i capelli sull’asfalto, colpendola con tre pugni al volto e infine attingendola ripetutamente al volto e al collo con la chiave della sua autovettura''

di Redazione

CASTELNUOVO DEL GARDA. Si era liberato del braccialetto elettronico e lei, comunque, con sé non aveva il congegno che avrebbe dovuto avvisarla della presenza di lui. L'aveva lasciato nel garage dell'abitazione della madre a Ponti Sul Mincio. E così l'uomo, un violento riconosciuto come tale dopo gli innumerevoli episodi di maltrattamenti, violenze, anche un'accusa di aver compiuto abusi sessuali nei confronti della sorella della vittima, ha potuto colpire indisturbato uccidendo la donna con una quantità indefinita di coltellate.

 

L'ha massacrata ''con un numero imprecisato ma comunque smisurato'' di fendenti, ha sottolineato il procuratore della repubblica Raffaele Tito. Poi ha chiamato lui stesso i carabinieri minacciando anche di suicidarsi salvo poi farsi arrestare confessando indirettamente il femminicidio. E nella sua macchina è stata trovata anche l'arma del delitto, il coltello con il quale ha ucciso l'ex compagna. 

 

I carabinieri della compagnia di Pescheria del Garda hanno sottoposto a fermo di polizia giudiziaria Douglas Reis Pedroso, cittadino brasiliano di 41 anni, per aver ucciso, questa notte Jessica Stapazzollo Custodio de Lima nata anch’essa in Brasile, 33 anni fa. La donna era madre di due figli, uno di 11 anni che vive in Brasile con il padre, e una di 9 anni che vive con il secondo compagno della donna poiché l'affidamento le era stato tolto pochi mesi fa proprio perché la 33enne viveva in una situazione di violenza continua e così il padre era riuscito ad ottenere l'affidamento della bambina. 

 

Dalle ricostruzioni la donna, da circa un anno e mezzo, viveva nell'appartamento di Douglas Reis Pedroso. compagno con il quale non aveva avuto figli. Reis Pedroso, che annovera una condanna per rifiuto dell’accertamento dello stato di ebrezza e che dagli accertamenti risulta fare un uso smodato di alcool e di stupefacenti, si trovava già sottoposto a procedimento penale per numerose ipotesi di reato: maltrattamenti ( aggravati dall’art. 94 cp ) , nonché lesioni volontarie in danno proprio della compagna commessi quantomeno da agosto 2024 ad aprile 2025. Nella stessa indagine preliminare gli erano stati anche contestati alcuni fatti di violenza sessuale perpetrati nel dicembre 2024 in danno della sorella di Jessica Stapazzollo ed infine condotte di resistenza e minaccia in danno dei carabinieri intervenuti.

 

In seguito a questo evento il Questore di Verona aveva emesso provvedimento di ammonimento e il 17 settembre 2025 la Procura della Repubblica di Verona ha chiesto al Giudice delle indagini preliminari il rinvio a giudizio per tutti questi fatti reato. Nel corso delle citate indagini preliminari, e precisamente il 21 aprile 2025, i Carabinieri della Compagnia di Caprino Veronese avevano proceduto al suo arresto in flagranza di reato in quanto si era reso protagonista di un ennesimo episodio di violenza contro la compagna, consistito questa volta nella seguente condotta: “Gettandola a terra, trascinandola per i capelli sull’asfalto, colpendola con tre pugni al volto e infine attingendola ripetutamente al volto e al collo con la chiave della sua autovettura“.

 

Il Giudice, su richiesta della Procura , aveva convalidato l’arresto ed applicato misura cautelare. E così dal 23 aprile 2025, Reis Pedroso era sottoposto alla seguente misura cautelare: “Divieto di avvicinamento alla persona offesa ed ai luoghi dalla stessa abitualmente frequentati, da individuarsi in sede di esecuzione con le modalità di controllo previste dall’articolo 275 bis cpp mantenendosi ad una distanza di 500 metri dalla persona e dai luoghi suddetti''. Vietando al Reis Pedroso di contattare con qualsiasi mezzo la persona offesa ed applicando il divieto di dimora nel Comune di Ponti sul Mincio dove la donna era domiciliata.

 

Tuttavia l’intervento congiunto di installazione dei dispositivi – per espressa comunicazione da parte di Fastweb spa – si era potuto concretizzare, ad opera dei carabinieri, solo il successivo 19 maggio 2025. In pratica al Reis Pedroso era stato installato il cosiddetto braccialetto elettronico, ed alla donna era stato consegnato l’apposito apparato ricevitore spiegandole il funzionamento. Al momento del fermo però Reis Pedroso è stato trovato senza il braccialetto elettronico ed i carabinieri lo stanno attualmente ancora cercando, mentre l’apparato consegnato da FastWeb spa alla persona offesa è stato rinvenuto nascosto nel garage della abitazione della madre a Ponti Sul Mincio.

 

Sono in corso investigazioni per il rintraccio del braccialetto elettronico e per capire quando e dove il Reis Pedroso se ne è disfatto.

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