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Belluno
11 luglio | 17:24

Un circuito fisso per l’educazione stradale, bambini e ragazzi a scuola di sicurezza tra incroci, semafori e gallerie

Un circuito di educazione stradale fisso, a disposizione delle scuole in centro città: è pronto il tracciato, completo di segnaletica, presso il comando di polizia locale di Belluno. “È il completamento di un percorso che ci ha visti impegnati fin dall’inaugurazione del nuovo comando in centro, grazie al quale abbiamo avuto finalmente a disposizione una struttura adeguata per portare avanti il progetto” afferma il comandante Antonio Codemo

BELLUNO. Un circuito di educazione stradale fisso, a disposizione delle scuole in pieno centro città: è pronto il tracciato, completo di segnaletica, presso il comando di polizia locale di Belluno al parco Città di Bologna. “È il completamento di un percorso che ci ha visti impegnati fin dall’inaugurazione del nuovo comando qui in centro, grazie al quale abbiamo avuto finalmente a disposizione una struttura adeguata per portare avanti il progetto” afferma il comandante Antonio Codemo.

 

Finora le simulazioni sono state realizzate in piazza Duomo durante particolari occasioni, con un percorso allestito ex novo di volta in volta. Ora, invece, il tracciato è fisso ed è stato realizzato interamente dagli agenti di polizia locale con l’aiuto degli operai dell’ufficio tecnico del Comune. In particolare, sono Bolzan Amos, Alberto Sacco ed Emanuele Gelisio a guidare i bambini tra incroci, rotatorie, strisce pedonali e anche una galleria simulata.

Inoltre ci sono le lezioni a scuola. Da gennaio a oggi, la polizia ha già fatto lezione in 12 scuole del territorio, dall’infanzia fino alle scuole secondarie e, per la prima volta, anche a un corso del circolo anziani di Sois. L’obiettivo, però, è portare sempre di più i bambini in sede, avvicinandoli così alle istituzioni. “Si è trattato - spiega Codemo - di un percorso non semplice, fonte inizialmente anche di polemiche perché molti ritenevano che quest'area all’interno del parco venisse sottratta ai bambini. Questo tracciato è invece la dimostrazione che, anzi, è un’area dei bambini, con uno scopo educativo, formativo e anche di divertimento. Crediamo molto nella formazione e ci siamo accorti negli anni che la sola teoria non è sufficiente: i giovani devono provare sul campo quello che apprendono. Dal prossimo anno vorrei quindi che sempre più scuole venissero all’interno del comando, così da aprire le porte delle istituzioni e far capire che la Polizia locale non è solo quella che fa sanzioni e rileva gli incidenti, ma forma e insegna”.

In dotazione ci sono anche una decina di biciclette, con le quali i bambini possono imparare a muoversi correttamente in strada. Il calendario della formazione è concordato con le scuole, con l’obiettivo di far usare il percorso a tutte le classi fino alle medie. “Abbiamo cercato di rappresentare un circuito che abbia al suo interno la maggior parte delle casistiche che i comuni cittadini si trovano davanti - conclude Codemo - come cantieri, semafori, divieti, rotonde, anche una galleria realizzata con i gazebo. Abbiamo già ospitato bambini dell’asilo e notiamo che già conoscono molte cose basilari, e una volta a casa o in macchina spiegano di nuovo tutto ai genitori. Chiaramente le lezioni sono tarate in base all’età: per asilo ed elementari ci concentriamo su temi come l’attraversamento pedonale, l’uso della bicicletta e l’obbligo del casco, mentre alle superiori parliamo soprattutto di alcolici, guida in stato di ebbrezza o sicurezza stradale, quindi sorpassi e utilizzo del cellulare alla guida”. 

Soddisfazione arriva anche dal Comune. “Continuano gli interventi dell’amministrazione - afferma Roberta Olivotto, assessora alle politiche giovanili - per contribuire, assieme alla scuola e alle altre istituzioni, all’educazione dei bambini nel loro ruolo di cittadini non solo del futuro, ma già del presente. Tra i principali di questi interventi c’è sicuramente l’educazione stradale svolta dalla polizia locale: importante sia perché si tratta di temi che vanno insegnati fin da piccoli sia perché poi questi bambini contribuiscono a fare un po’ da ‘controllori’ e a trasmettere quanto imparato all’interno delle loro famiglie”. 

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