"Un viaggio, un uomo, un cane", Vito Di Lorenzo a Trento per presentare il libro sul rapporto tra uomo-natura e sulla memoria dei sentieri della Grande Guerra
L’evento, dal titolo “Sette giorni a piedi – Un inno alla vita attraverso i sentieri della Grande Guerra”, è organizzato dalla sezione di Trento della Sat: un viaggio tra Pasubio, Borcola, cima Palon, le creste trentine e gli altipiani attraversati dalla storia del conflitto bellico

TRENTO. Arriva a Trento, per un appuntamento della sezione del capoluogo della Sat, Vito Di Lorenzo per la presentazione del racconto "Un viaggio, un uomo, un cane".
L’evento, dal titolo “Sette giorni a piedi – Un inno alla vita attraverso i sentieri della Grande Guerra”, è in programma alle 20.30 di giovedì 11 dicembre alla sala Pedrotti della Casa della Sat in via Manci 57 (ingresso libero fino a esaurimento posti) per un viaggio dentro la memoria dei luoghi, le emozioni del cammino e il legame indissolubile tra l’autore e la sua compagna di avventure, Olivia, la cagnolotta protagonista del libro, oggi ricordata come simbolo di rinascita, resilienza e amore incondizionato.
Imprenditore, formatore e autore riconosciuto per il suo lavoro nell’ambito dell’etica digitale e della formazione civica nelle scuole, coordinatore Veneto – Rete Italia, Di Lorenzo ripercorre un trekking di sette giorni tra Pasubio, Borcola, Cima Palon, le creste trentine e gli altipiani attraversati dalla storia della Grande Guerra, in un alternarsi di paesaggi mozzafiato, incontri inattesi, silenzi profondi e prove interiori.
Il legame con Olivia, da cane difficile e abbandonato a compagna di vita e Unità cinofila da soccorso della protezione civile, rappresenta la vera anima del libro: un rapporto fatto di fiducia, cadute, redenzione e pura compagnia. Un appuntamento - spiega la Sat - per chi ama la montagna, la memoria e le storie vere.
Durante la serata, l’autore presenterà estratti del libro, video, fotografie originali del viaggio e riflessioni sul valore del camminare come forma di ascolto, crescita e guarigione. Un’occasione per parlare non solo di montagna, ma di umanità, di resilienza, di riconciliazione con sé stessi e del ruolo che gli animali possono avere nella nostra vita.













