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| 11 set 2025 | 10:24

Una galea veneziana del 1500 nelle acque del Garda, nuova campagna di protezione del relitto più antico del lago: ecco la sua storia

La galea affondò oltre 500 anni fa nelle acque del Lago di Garda e si trova ad una profondità tra i 24 e i 27 metri

Foto Archeosub.it, Giorgio Merighi
Foto Archeosub.it, Giorgio Merighi

LAZISE. Sui fondali del lago di Garda riposa un relitto antichissimo, quello di una galea veneziana affondata nei primi anni del 1500 tra Lazise e Sirmione: la sua scoperta risale al 1962 e, negli anni, sono state promosse diverse campagne archeologiche subacquee.

 

E proprio ieri, martedì 8 settembre, ne ha preso via una nuova e volta alla protezione del relitto che si trova ad una profondità tra i 24 e i 27 metri, a circa mezzo chilometro dal porto di Lazise: le operazioni dureranno fino a fine mese e, affidate dalla Soprintendenza Archeologica Belle Arti e paesaggio regionale alla ditta veneziana Archeotecnica, permetteranno in primis di verificare lo stato di conservazione dell'antica nave per poi procedere, in seconda battuta, ad interventi concreti di pulizia e volti a preservare i resti della nave.

 

Il relitto, nello specifico, si è conservato per una lunghezza complessiva di circa una trentina di metri di lunghezza e di tre e mezzo di larghezza e, come specifica l'archeologo Massimo Capulli sul portale Archeosub, fu scoperto ufficialmente nel 1962 da Enrico Scandurra, un volontario del Museo di Scienze Naturali di Verona, anche se il primo ad avvistarlo, quatto anni prima, sarebbe stato un palombaro che si immerse alla ricerca di un giovane annegato. Una prima campagna archeologica fu condotta dallo stesso Scandurra e a questa seguirono quelle effettuate nel 1990 e nel 1996.

 

Ma come affondò la galea? L'episodio avvenne nel maggio del 1509 nell'ambito di una delle guerre perse dalla Serenissima che in precedenza aveva scelto di armare una flotta sul Garda in seguito alla Lega di Cambrai: dopo una sconfitta subita dai francesi, a metà maggio, il Senato di Venezia ordinò la ritirata e di dar fuoco alla galea e a due fruste (galee più leggere, ndr), con il conseguente loro inabissamento.

 

Seppur dal punto di vista storico l'episodio non abbia una grandissima rilevanza, la conservazione del relitto assume particolare importanza dal punto di vita archeologico: e proprio in quest'ottica ora, a distanza di oltre 500 anni dal suo affondamento, parte una nuova campagna per dare il La ad ulteriori interventi di protezione.

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