La "strana" scoperta: centinaia di piattelli da tiro a volo ritrovati sul fondale del lago di Garda. Erano lì da quasi 50 anni, ecco perché
Ad individuare i piattelli un robot subacqueo impegnato in uno studio sui fondali. Il Wwf: "Un tuffo nel passato certo, ma anche l’ennesima testimonianza di come per decenni il Lago di Garda sia stato usato come una discarica"

SIRMIONE. Centinaia di piattelli da tiro al volo sono stati ritrovati sul fondale del lago di Garda da un robot subacqueo, nelle acque di fronte a Sirmione. Sembrerebbe una notizia alquanto particolare, dal momento che in zona non c'è un poligono, ma a darla - e a spiegarla - è la sezione Wwf di Bergamo-Brescia.
"A pochi metri dalla riva, davanti a un punto storico di Sirmione - inizia a spiegare il Wwf - il Robot Zeno ha individuato un vero e proprio tappeto di strani dischi neri, alcuni rotti e altri intatti: dopo un prelievo del materiale eseguito da un sub, si è appurato che si trattava di vecchi piattelli da tiro".
Ma dunque, come ci sono finiti li?
"Tra la metà degli anni 60 e la fine degli anni 70 un poligono di tiro era situato a bordo spiaggia. I piattelli - spiega il Wwf - venivano lanciati verso il lago e alcuni, colpiti, si frantumavano e altri no: quello che restava finiva sul fondale".
Oggi, spiega la nota diffusa, quei frammenti sono ancora lì, adagiati tra alghe e sabbia. "Non sono materiali particolarmente inquinanti - prosegue nota ma restano comunque rifiuti, e un lago non dovrebbe mai diventare un deposito del passato, e non vogliamo pensare a quanto piombo è finito in acqua".
Ma facciamo un passo indietro, perché si stava scandagliando il fondale con un robot subacqueo? Il Wwf, insieme al Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa, ha avviato un progetto per monitorare e mappare i rifiuti sul fondale del lago, con lo scopo di proteggere l’ambiente e gli ecosistemi. E ad essere utilizzato è stato "Zeno", robot subacqueo autonomo capace di esplorare e raccogliere precisi dati scientifici.
E nei prossimi giorni, spiega il Wwf, i sub organizzeranno una raccolta dei piattelli pezzo dopo pezzo, riportando alla luce un capitolo dimenticato.
"Un tuffo nel passato certo, ma anche - conclude la nota - l’ennesima testimonianza di come per decenni il Lago di Garda sia stato usato come una discarica comoda, nascosta sotto la superficie. Pulire non è solo un gesto ecologico: è anche un modo per restituire dignità al lago e ricordare che ciò che lasciamo oggi, qualcuno domani dovrà raccoglierlo. Il passato riaffiora, sta a noi scegliere cosa farne".












