Una protesi sportiva speciale per tornare a fare snowboard, una raccolta fondi per aiutare Dimitri Vegher: dal terribile incidente in auto al sogno di tornare in pista
Vittima circa un anno fa di un terribile incidente in auto il 34enne di Pellizzano ha perso la gamba: ''È stato un forte shock naturalmente per me ma anche per la mia compagna e i miei due figli. La riabilitazione è stata lunga''. Oggi insegue il sogno di poter tornare a fare snowboard ed ha lanciato una campagna su gofound me per sostenerlo economicamente

TRENTO. “L'incidente non ha fermato la mia voglia di vivere”. Dimitri Vegher, 34enne di Pellizzano, non ha mai smesso di perseguire il suo obiettivo: continuare a fare sport nonostante un incidente abbia cambiato radicalmente la sua vita. Da sempre ha praticato sport invernali dallo sci alla combinata nordica, fino allo snowboard, ma nell’ottobre del 2024, in seguito ad un tremendo incidente stradale (QUI ARTICOLO), ha purtroppo perso una gamba. “È stato un forte shock – spiega Vegher – naturalmente per me ma anche per la mia compagna e i miei due figli. La riabilitazione è stata lunga: dal ricovero in ospedale, dove mi hanno insegnato come gestire le stampelle, fino all’arrivo della protesi che mi ha permesso di tornare a camminare e di avere una vita quasi normale”.
Un percorso però, che è ancora lungo e costoso, e per questo ha deciso di chiedere aiuto, attraverso una campagna di raccolta fondi sulla piattaforma GoFund Me (Raccolta fondi di dimitri vegher: Protesi sportiva di arto inferiore per praticare snowboard) che, lanciata solo una settimana fa, ha già raccolto la solidarietà di tantissime persone. Servirà, sottolinea, per acquistare una protesi sportiva che gli permetterà di riprendere a fare sport. “La protesi sportiva di cui ho bisogno - spiega Dimitri- è stata progettata da un ragazzo americano nonché snowboarder paralimpico, Mike Schultz, che dopo l’incidente in motoslitta ha perso una gamba. Non trovando una protesi sul mercato compatibile per continuare a praticare il suo sport, ha deciso di progettare in autonomia la sua stessa protesi, tanto da riuscire a partecipare alle olimpiadi paralimpiche di snowboard. Ora questa protesi viene prodotta dalla sua stessa compagnia, la BioDapt, ed è utilizzata dagli atleti paralimpici americani, ma anche da quelli europei ed extraeuropei”.
Questa protesi speciale accende una nuova speranza in Dimitri ma il costo elevato (l'obiettivo della raccolta è fissato a 10mila euro che serviranno alla protesi a un percorso di riabilitazione sportiva) rappresenta un ostacolo e al momento non gli permette di coprire l’intera spesa. Ma finalmente dopo quei momenti terribili passati dopo l'incidente e nei primi mesi di riabilitazione l'obiettivo è tornare a fare sport. ''Subito dopo l’incidente sono stato trasportato all’Ospedale Santa Chiara, dove per dieci giorni i medici hanno cercato di salvare la mia gamba, ma l’infezione avanzata li ha costretti a scegliere l’amputazione. Da quel momento la mia vita è cambiata radicalmente, ho dovuto affrontare un percorso di fisioterapia lungo tre settimane a Villa Rosa, a Pergine, e poi per altri due mesi a Pellizzano”.
Accettare la nuova vita dopo l’incidente non è stato per niente facile ma grazie alla sua passione per lo sport ha avuto l’occasione di conoscere persone che sono state capaci di trasmettergli la forza di rimettersi in gioco: “ Ho conosciuto tanti amputati come me che mi hanno dato un grandissimo sostegno psicologico, in particolare Gianluigi Rosa, capitano della nazionale di Para ice hockey, è stato lui a incitarmi a ricominciare ad andare in montagna”. “Le difficoltà ci sono e restano - conclude Dimitri - ma bisogna essere determinati, e avere un obiettivo da perseguire con pazienza e costanza per poter riconquistare la propria indipendenza. La vita non finisce con un incidente, e questo è quello che cerco di insegnare anche ai miei figli, per dimostrare loro che determinazione e forza sono la chiave per raggiungere risultati anche apparentemente impossibili”.














