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Belluno
10 febbraio | 09:02

"Ho provato. Ho sognato. Ho saltato. Ero consapevole che gareggiare fosse un rischio. L'unico fallimento nella vita è non provarci". Lindsey Vonn rompe il silenzio

"E come le gare di sci, prendiamo dei rischi nella vita. Sogniamo, amiamo, saltiamo. E a volte cadiamo. A volte i nostri cuori si spezzano. A volte non raggiugiamo i sogni che sappiamo avremmo potuto ottenere. Ma questo è anche il bello della vita; ci possiamo provare. Ho provato. Ho sognato. Ho saltato. Spero che se trarrete qualcosa dal mio viaggio questo sia che avete tutto il coraggio di provarci alla grande. La vita è troppo breve per non tentare. Perché l'unico fallimento nella vita è non provarci. Io credo in voi, tanto quanto voi avete creduto in me"

TREVISO. Nessun rimpianto, la consapevolezza che quello patito domenica a Cortina è un infortunio che metterà la parola "fine" alla sua eccezionale carriera (lo ha confermato alle agenzie anche il padre Alain, che è con lei all'ospedale di Treviso), ma la serenità di chi voleva continuare a sognare.

 

Dopo il terribile incidente di domenica, nella prova di discesa libera olimpica, la fuoriclasse americana Lindsey Vonn - una delle più grandi sciatrici di tutti i tempo - rompe il silenzio e affida ai propri canali ufficiali una lunga riflessione. Lo fa dalla camera dell'ospedale Ca' Foncello, nella Marca, dove è stata trasportata dopo la caduta sulle Tofane che ha spaventato tutto il mondo.

 

A Treviso è già stata operata due volte, per ridurre e stabilizzare la frattura della tibia. La quattro volte vincitrice della Coppa del Mondo generale ci tiene anche a precisare che tra l'infortunio patito a Crans Montana una settimana prima dei Giochi non vi è alcuna correlazione con quanto accaduto domenica, quando si è "agganciata" ad una porta, è andata in rotazione, atterrando poi rovinosamente sulla neve.

 

"Ieri il mio sogno olimpico non è finito come lo avrei immaginato - scrive la campionessa americana -. Non è stato il finale di un libro o una favola, ma solo la vita. Ho provato a sognare ho lavorato tantissimo per farlo. Perché nelle gare di discesa dello sci la differenza tra una linea strategica e un infortunio catastrofico può essere tanto piccola quanto 5 centimetri. Ero semplicemente 5 centimetri più stretta sulla mia linea quando il mio braccio destro si è agganciato all'interno della porta, facendomi girare e portandomi alla caduta. Il mio crociato anteriore e i precedenti infortuni non c'entrano niente con la mia caduta".

 

Poi l'aggiornamento sulle proprie condizioni e il ricordo, freschissimo, delle sensazioni provate domenica alla partenza.

 

"Purtroppo ho riportato una complessa frattura della tibia che è al momento è stabilizzata - prosegue la campionessa americana -, ma che richiederà vari interventi chirurgici per essere sistemata completamente. Mentre ieri non è finita nel modo in cui avrei sperato, e nonostante il grande dolore fisico che ho provato, non ho rimpianti. Essere al cancelletto di partenza ieri è stata un sensazione incredibile che non dimenticherò mai. Sapere che fossi lì ad avessi la possibilità di vincere è stata la vera vittoria. Ero consapevole che gareggiare fosse un rischio. È sempre stato e sempre sarà uno sport incredibilmente pericoloso".

 

E, infine, l'invito rivolto a tutti, a non fermarsi, a sognare, con lo "sprono" ad essere coraggiosi. Ringraziando chi ha creduto in lei e, in queste ore, la sta supportando.

 

"E come le gare di sci, prendiamo dei rischi nella vita - conclude la fuoriclasse di Saint Paul -. Sogniamo, amiamo, saltiamo. E a volte cadiamo. A volte i nostri cuori si spezzano. A volte non raggiugiamo i sogni che sappiamo avremmo potuto ottenere. Ma questo è anche il bello della vita; ci possiamo provare. Ho provato. Ho sognato. Ho saltato. Spero che se trarrete qualcosa dal mio viaggio questo sia che avete tutto il coraggio di provarci alla grande. La vita è troppo breve per non tentare. Perché l'unico fallimento nella vita è non provarci. Io credo in voi, tanto quanto voi avete creduto in me".

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