''Nello stesso giorno del salvataggio di Lindsey Vonn altre 7 persone sono state elitrasportate in ospedale e abbiamo risposto a 150 chiamate di soccorso''
L’avvio dei lavori per la piastra endoscopica a Feltre diventa l’occasione per l’Ulss 1 Dolomiti per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Il commissario Giuseppe Dal Ben risponde infatti con i dati a chi sosteneva che le Olimpiadi avrebbero tolto servizi ai cittadini, mentre l’assessore Dario Bond (che parla di “voci malvagie di corvi maligni") fa il punto sulla sanità di montagna

FELTRE. “Siamo qui a presentare i lavori per la piastra endoscopica: un qualcosa in più, certo dovuto, ma va detto che non sempre è tutto scontato. Ieri eravamo nelle Tofane a soccorrere Lindsey Vonn, ma abbiamo soccorso altre 7 persone con i nostri elicotteri, cittadini che avevano bisogno di aiuto: tutto questo per rispondere a coloro che avevano timore che le Olimpiadi mettessero da parte la nostra normale attività".
A concedersi lo sfogo a margine della presentazione dei lavori all'ospedale di Feltre (qui l’articolo) è Giuseppe Dal Ben, commissario Ulss 1 Dolomiti. Facendo riferimento alla sciatrice caduta durante la discesa libera femminile a Cortina e subito trasportata al Codivilla e, successivamente, a Treviso, Dal Ben ricorda come, nella giornata di domenica 8 febbraio, ci siano state anche circa 150 chiamate di soccorso, con 84 uscite di mezzi. “Penso che l’inizio di questi lavori di ristrutturazione - prosegue Dal Ben - più gli interventi di domenica siano la risposta migliore a chi continua a dubitare e sviluppare pensieri negativi sulla nostra capacità di intervento. Si tratta di una bella risposta: questa Ulss, infatti, da un lato sta lavorando sotto la visibilità mondiale delle Olimpiadi e, dall’altro, continua a dare risposte migliori ai nostri cittadini”.
Insomma, basta ai dubbi sull’impoverimento della sanità territoriale - tra cui, in particolare, quelli espressi qualche mese fa dal Partito democratico sul rischio di fusione con l’Ulss 2 Marca Trevigiana (qui i dettagli), cui azienda sanitaria e Comune di Feltre avevano risposto parlando di lettura fuorviante. “Inoltre - conclude Dal Ben - stiamo anche lavorando per portare a Feltre una base Hems (Helicopter Emergency Medical Service) per l’elisoccorso, affinché qui ci possa essere il secondo elicottero dell’Ulss 1”.
A far seguito alle osservazioni è anche l’assessore regionale Dario Bond, che lancia qualche provocazione. “Chiedo - esordisce - che sia recepito dal Consiglio comunale feltrino lo sforzo speso da Dal Ben per questa realtà, perché meriterebbe la cittadinanza onoraria. A volte le iniziative nascono infatti non tanto dalla pianificazione regionale, ma dalla buona volontà dei singoli”. E come esempio cita proprio il centro di riferimento regionale per la chirurgia oncologica gastroenterologica Michele De Boni, che ora sarà potenziato. “Nacque - spiega - sotto la considerazione che siamo attrattivi e abbiamo bisogno di essere forti come strutture, ricettività e servizi. Con l’avvio dei lavori diamo perciò un segnale forte al nostro ospedale per togliere tutte le voci malvagie di corvi maligni che hanno paventato unificazioni tecnicamente impossibili o depotenziamenti di questi ospedali: voci che, alla fine, non hanno fatto del bene perché, se fai capire che la struttura è debole, il personale sanitario se ne va”.
Da qui passa poi al piano politico. “Faccio queste considerazioni - prosegue Bond - perché stiamo facendo i salti mortali per dimostrare alla Regione e alla pianura che qui la vita è difficile, ma che vogliamo portarla quasi alla pari della potenzialità sanitaria di Padova o Treviso. Da assessore alla montagna, la mia idea per il sistema finanziario sanitario è perciò prevedere un maggiore riconoscimento dei sacrifici e dei costi della montagna e creare un plafond affinché certe operazioni, ora a carico dei cittadini bellunesi, diventino di concerto e di uso complessivo della Regione, perché la montagna è una risorsa per tutti”.
“Infine - conclude - serve una maggiore attrazione verso l’esterno in termini di risorse umane che vengono qui a specializzarsi. Come presidente del Fondo comuni confinanti darò un riconoscimento anche a questo livello, e come Regione daremo un supporto vero al personale come previsto dalla legge montagna: siamo all’inizio di un percorso e serve positività, perché se al paziente si trasmettono preoccupazioni, la catena si rompe. Quando qualcuno dice che questo ospedale è in difficoltà, deve parlarne con Dal Ben o il sottoscritto, non con i pazienti, che altrimenti se ne vanno, perché saremo sempre più condizionati dai numeri delle prestazioni nelle analisi regionali sulla sanità e nelle scelte che saranno fatte nei prossimi mesi”.
Post Olimpiadi, l’impegno sarà portare a Belluno il nuovo assessore regionale alla sanità “per far capire che qui non c’è hub ma un ospedale che va fotografato per la qualità che fornisce: solo così si vincono le battaglie e si evitano migrazioni su centri privati sul modello Lombardia o altre realtà della sanità veneta e nazionale”.












