Rischio fusione tra le aziende sanitarie di Belluno e Treviso? Il Pd chiede chiarezza. “Nessuno ne ha parlato: non possiamo perdere anche questo servizio”
Nessuno ne ha parlato, ma potrebbe essere l’inizio di un processo di accorpamento tra le aziende sanitarie di Belluno e Treviso. Così il Pd Belluno Dolomiti denuncia quanto contenuto nella recente delibera di Giunta regionale con la quale si accorpano i servizi informatici delle Ulss di Belluno e Marca Trevigiana

BELLUNO. Nessuno ne ha parlato, ma potrebbe essere l’inizio di un processo di accorpamento tra le aziende sanitarie di Belluno e Treviso. “Si parla di una vera e propria fusione dipartimentale. E allora ci chiediamo: se si trattasse davvero solo di un passaggio tecnico, perché riguarda esclusivamente l’Ulss 1 Dolomiti e l’Ulss 2 Marca Trevigiana? A quanto ci risulta, nessun’altra azienda sanitaria in Veneto ha avviato un processo simile di fusione dei servizi informatici” commenta Alessandro Del Bianco, consigliere comunale a Feltre e già segretario del Partito Democratico Belluno Dolomiti.
Perché sempre Belluno? E qual è il vero piano della Regione? Queste le domande poste, rispetto a una notizia di cui nessuno degli enti coinvolti ha finora dato comunicazione, tanto che dal Pd riferiscono di essere rimasti senza parole di fronte alla delibera di Giunta Regionale n. 854/2025, pubblicata il 12 agosto, soprattutto “per la portata politica e strategica che può avere”. Il provvedimento prevede infatti l’istituzione di un Dipartimento interaziendale “Sistemi informativi per la transizione digitale” tra l’Ulss 1 Dolomiti e l’Ulss 2 Marca Trevigiana.
“Le preoccupazioni - prosegue Del Bianco - si inseriscono in un contesto già critico: l'Ulss 1 Dolomiti è l’unica in Veneto a non avere un direttore generale, ma un commissario il cui incarico scade solo dopo Olimpiadi e Paralimpiadi. Una scelta temporanea che, unita a questa nuova delibera, lascia intravedere un disegno più ampio di riorganizzazione, se non di vera e propria fusione. Si tratta forse di una razionalizzazione sanitaria mascherata?”.
Resta quindi da capire se i sindaci di Belluno e Feltre, che ricoprono a rotazione il ruolo di presidente e vicepresidente della conferenza dei sindaci dell'Ulss 1, ne fossero a conoscenza. Ma durante l’ultimo Consiglio comunale, la sindaca di Feltre Viviana Fusaro è rimasta evasiva, limitandosi a rispondere che tali provvedimenti “vengono trattati con un ordine del giorno al Comitato dei sindaci e poi pubblicizzati a tutta la popolazione”.
“I cittadini hanno diritto di sapere cosa sta accadendo e cosa accadrà nei prossimi mesi. A fronte di un progressivo svuotamento dei servizi - conclude Del Bianco - è lecito chiedersi se il destino dell’Ulss Dolomiti sia segnato. Serve perciò un chiarimento immediato e pubblico: rivolgiamo un appello alla politica regionale, a partire dal presidente della Giunta e dall’assessora alla sanità, ma anche a tutti i rappresentanti parlamentari in particolare quelli eletti in provincia di Belluno: è necessario fare chiarezza su quanto sta accadendo. Francamente, questi segnali non sembrano affatto denotare attenzione per la sanità bellunese, anzi il rischio che anche l’Ulss, come già avvenuto con altri servizi pubblici, venga trascinata a valle, è uno scenario che non ci possiamo permettere”.












