Rinasce l’ex colonia 8: l’edificio diventerà una fattoria civica per persone in condizioni di fragilità. “Darà lavoro a chi, altrove, non sarebbe a suo agio”
Manca poco all’acquisto, da parte del Comune di Cesiomaggiore, dell’ex colonia 8 di Pullir, ora di proprietà dell’Ulss 1 Dolomiti. L’amministrazione punta infatti a creare una fattoria civica orientata all’agricoltura sociale e all’inclusione lavorativa, ridando vita a quello che era un grande centro per la salute mentale sul territorio

CESIOMAGGIORE. Una fattoria civica orientata all’agricoltura sociale e all’inclusione lavorativa: è l’obiettivo per l’ex colonia 8 di Pullir, dove si punta a far rivivere quella che è di fatto la storia del paese nell’ambito del sostegno alla salute mentale. “Una struttura utile non solo al nostro comune, ma a tutto il territorio perché creerà posti di lavoro per persone che, in altri contesti, non sarebbero a loro agio”.
Stiamo parlando di uno degli immobili donati nell’Ottocento all’allora ospedale civile di Feltre da un privato, Napoleone Guillermi, cioè l'attuale ex colonia 8 situata nella frazione di Pullir di Cesiomaggiore. In passato era un grande centro dedicato alla salute mentale, mentre ora versa in condizioni di abbandono.
“Dal 2017 - spiega Martina Stach, assessora alle politiche sociali - l'amministrazione sta lavorando per riqualificare gli immobili privi da oltre un decennio di una progettualità, con l’obiettivo di lasciare delle linee guida precise anche per il futuro circa il loro utilizzo. Per arrivare a ciò, abbiamo commissionato uno studio antropologico per capire se fosse utile snaturare quello che è stato Pullir nel tempo, cioè la presenza di una struttura psichiatrica, l’indotto che ha creato, l’ospitalità emersa nel coabitare con situazioni di fragilità. Dopo tale analisi, abbiamo capito che eliminare quell’elemento non era auspicabile: al contrario, andava valorizzato”.
Il Comune ha così ottenuto un finanziamento dai Fondi dei comuni di confine - Area vasta di 1,4 milioni di euro per l’acquisto e la riqualificazione dell’ex colonia 8. “Abbiamo scelto questa struttura - prosegue - perché si trova di fronte a un terreno dove in passato si svolgeva il lavoro agricolo per il sostegno delle categorie fragili ed è quindi adatta al nostro scopo”. L’obiettivo è infatti creare una fattoria civica per l’inserimento lavorativo di persone in condizioni di disagio sociale, fisico o psicologico. Sarà però aperta anche alla comunità, con spazi di aggregazione e la possibilità di acquistare i prodotti agricoli.
“Dal 2025 - aggiunge Stach - siamo inoltre stati il primo Comune della provincia di Belluno ad adottare il sistema per la pubblica amministrazione alternativo all’appalto, cioè la co-programmazione e la co-progettazione, avvalendoci di esperti del Gal Prealpi e Dolomiti. Grazie al piano economico realizzato, oggi è chiaro chi fa cosa sia adesso, con l’avvio dei lavori, sia in futuro, quando magari saranno disponibili ulteriori finanziamenti. In questo modo, nulla sarà lasciato al caso”.
Entro settembre l’amministrazione punta quindi a chiudere l’acquisto dell’immobile dall’Ulss, per un importo pari a 90.400 euro. Subito dopo potranno partire i lavori. “La co-progettazione - specifica Stach - non è però solo riqualificazione dell’edificio, ma anche creare un sito di comunità. Affinché cioè le persone vadano ad acquistare i prodotti solidali e frequentino il territorio, abbiamo contattato anche enti del comparto turistico e culturale. Perciò da agosto partiremo con la cooperativa Isoipse con incontri sul territorio per spiegare la storia di Pullir e raccontare le testimonianze di chi ha abitato qui e di chi ha lavorato nella struttura psichiatrica. La partecipazione sarà fondamentale per evitare che si crei uno stigma verso strutture che, in alcuni periodi del passato, hanno creato disagi. Invitiamo perciò tutti a partecipare, per conoscere il progetto e superare eventuali paure”.
Poiché inoltre il terreno adiacente la struttura e che in passato faceva parte della colonia è stato venduto ai privati a fine anni Novanta, per far partire il progetto l’Ulss 1 Dolomiti concederà altri terreni vicini in comodato d’uso. “Abbiamo aderito volentieri all’iniziativa - conclude il commissario Giuseppe Dal Ben - perché condividiamo la linea progettuale proposta dal Comune. Si tratta di un’ottima soluzione per riqualificare spazi con una storia di vita e culturale nell’ambito della salute mentale e l’idea di una fattoria civica è in linea con le nostre modalità di concepire l’attività a favore del sociale”.












