Uomo ucciso, fatto a pezzi e chiuso in un bidone. Arrestata la compagna e la madre. Era diventato padre 6 mesi fa
Le due donne avrebbero già confessato di essere le autrici del delitto: Da quanto racconta l'agenzia Ansa, che lo ha appreso da fonti qualificate autorizzate dal magistrato che si occupa dell'inchiesta, la madre e la compagna del 35enne avrebbero già ammesso le proprie responsabilità. Saranno interrogate nelle prossime ore

GEMONA DEL FRIULI. E' stato ucciso, fatto a pezzi e i sacchetti contenenti i resti sono stati chiusi in un bidone e coperti da calce viva, per nascondere ogni traccia.
E' una storia agghiacciante quella che arriva da Gemona del Friuli, paese di oltre 10mila abitanti in provincia di Udine. Il 35enne Alessandro Venier è stato ritrovato privo di vita all'interno dell'abitazione in cui viveva con la compagna, la 30enne colombiana M.C.C., la figlia di sei mesi avuta da lei e la madre 61enne L.V.
Le due donne avrebbero già confessato di essere le autrici del delitto: il cadavere di Venier è stato ritrovato oggi - giovedì 31 luglio -, ma il delitto potrebbe risalire a qualche giorno fa. L'uomo sarebbe stato ammazzato in cantina e poi fatto a pezzi, con i resti sistemati in alcuni sacchetti, che a loro volta sono stati posizionati in un bidone e poi ricoperti da calce viva.
Ad avvisare i carabinieri del delitto compiuto sarebbe stata proprio una delle due autrici del delitto. Da quanto racconta l'agenzia Ansa, che lo ha appreso da fonti qualificate autorizzate dal magistrato che si occupa dell'inchiesta, la madre e la compagna del 35enne avrebbero già ammesso le proprie responsabilità e saranno interrogate nelle prossime ore.
La neonata è stata presa in carico dai servizi sociali e, sul luogo dell'omicidio, una casa di via dei Lotti a Gemona del Friuli, è arrivato anche il sindaco Roberto Revelani che si è detto "sconvolto" per l'accaduto.














