Omicidio Venier, depositata la perizia medico-legale e tossicologica. Ecco come è morto il 35enne, ucciso da madre e compagna
L'esame peritale non conferma integralmente la successione dei fatti che hanno portato alla morte del 35enne che era stata riportata dalla madre accusata di omicidio in concorso con la compagna, ma si riferisce a diverse cause tra overdose e soffocamento

GEMONA DEL FRIULI (Udine). Una morte per overdose di farmaci e per soffocamento. Questo il risultato degli accertamenti medico-legale e tossicologici sui resti di Alessandro Venier, il 35enne ucciso dalla madre e dalla compagna.
Nei giorni scorsi è stato depositato l'esito della perizia medico-legale e tossicologica eseguita sul corpo di Alessandro Venier, il 35enne ucciso e brutalmente fatto a pezzi dalla madre e dalla fidanzata lo scorso 25 luglio a Gemona del Friuli, in provincia di Udine.
Il risultato parla di morte per overdose da farmaci e soffocamento. La notizia dell'esito della perizia, diffusa da “il Messaggero”, conferma pertanto solo parzialmente la ricostruzione offerta dalla madre Lorena Venier, accusata dell'omicidio del 35enne con la complicità della fidanzata di origini colombiane Mailyn Castro Monsalvo.
L'infermiera assassina del proprio figlio, sin dall'udienza di convalida dell'arresto di fronte al gip del Tribunale di Udine, aveva illustrato una sequenza precisa delle modalità sull'uccisione di Alessandro, che tuttavia non è stata confermata dall'esame peritale, per il quale il pubblico ministero Giorgio Milillo ha parlato alla stampa di “un complesso di cause” che sarebbe alla base della morte del 35enne.












