"Abbracciati ai cani terrorizzati dai botti", il Capodanno amaro di migliaia di proprietari di animali. "I petardi vengono esplosi già da mesi: va limitata la vendita"
Non è stata una festa per tutti: tra animali domestici in "freezing" e fauna selvatica decimata, monta la protesta contro la vendita libera dei petardi. E i veterinari parlano delle conseguenze sul medio e lungo termine

BOLZANO. “Questa mattina al biotopo di Lana, dove mi reco sempre con i cani, sono stata accolta dal silenzio. Di solito è pieno di animali tra anatre, picchi e uccellini di vario tipo. Oggi non se ne sono visti”. A parlare è Shari Crivellari, volontaria bolzanina che decenni si occupa di animali sul territorio altoatesino. Il giorno dopo i festeggiamenti di Capodanno la redazione de il Dolomiti l'ha raggiunta telefonicamente per capire esattamente quali sono state le conseguenze dei fuochi d'artificio sparati per festeggiare l'arrivo del 2026.
“Partiamo da un presupposto – spiega Crivellari – non è stato ieri il problema. E' da Halloween che vengono sparati botti ovunque senza soluzione di continuità. Concentrandosi sulla serata del 31 dicembre, credo che quello che è successo sia stato sotto gli occhi di tutti. Non vi stata una località in tutto l'Alto Adige che si sia “salvata”. E' andata ancora peggio degli altri anni”, racconta.
Alcuni residenti tra i comuni di Bolzano, Caldaro, Egna e Lana parlano direttamente di “bombardamenti” per rendere l'idea del caos. Con i botti più intensi iniziati poco prima della mezzanotte e terminati intorno all'una. Ma non ci sono solo quelli: i petardi sono esplosi per tutta la giornata in ogni zona della Provincia.
Anche a Bolzano, dove, in teoria, vigeva il divieto di esplodere petardi. In teoria. Le immagini che giungono dal capoluogo parlano chiaro: dal centro a piazza Vittoria (dove si teneva la festa organizzata dal Comune), dal quartiere Novacella e fino a Don Bosco, da Casanova al Firmian. Il divieto è stato totalmente ignorato.
“Sembra quasi che i residenti lo abbiano fatto apposta – commentano alcuni cittadini che confermano l'impressione generale: quest'anno è stato il peggiore.
E ovviamente le conseguenze ci sono state. Sugli animali domestici e anche su quelli selvatici: “Immaginate cosa può accadere a un uccellino, a un topolino, alle papere. Saranno morti decine di piccoli animali e quelli sopravvissuti saranno rintanati fino a chissà quando – spiega Crivellari – per quanto riguarda gli animali domestici, so che alcuni cani sono scappati dalla paura e che sono decine i proprietari di animali che sono dovuti restare a casa perché i loro amici a quattro zampe hanno passato la serata a tremare nascosti in un angolo di casa. Alcune persone hanno trascorso il capodanno abbracciate a cani terrorizzati. Non è normale, non è possibile e non è civile”.
“Ma ci tengo ancora a sottolineare una cosa – prosegue ancora Crivellari – non è una novità di ieri: siamo nel 2026 e sappiamo che le cose poi vanno a finire così. Come ho già detto, è da Halloween che le persone acquistano e fanno esplodere fuochi di artificio di ogni genere. E' impossibile vietarne la vendita, come si dice? Allora almeno limitiamola. Se i botti vengono messi in vendita due mesi di anticipo rispetto al Capodanno è ovvio che succede quello che succede. Provassero a venderli anche solo il 31 dicembre, cambierebbe qualcosa. Forse le conseguenze sarebbero meno pesanti”.
Come spiegato da molti esperti non è solo una questione di paura ma di vero e proprio stress che si protrae per settimane. L'esplosione dei botti provoca forti stati di stress negli animali, in particolare cani e gatti, che possono spaventarsi, fuggire, ferirsi o smarrirsi.
“Molti cani che soffrono per i botti di Capodanno hanno già, durante l’anno, piccole o grandi paure di base – spiega infatti Luisa Demattio, veterinaria comportamentalista della clinica VetBz. “Quando si avvicina il periodo tra Natale e Capodanno diventano progressivamente più nervosi, come se ricordassero che sta arrivando per loro un momento difficile. Le prime difficoltà emergono già nei giorni precedenti – spiega - alcuni cani fanno molta fatica a uscire di casa, arrivando a trattenere i bisogni pur di evitare l’esterno. Durante le passeggiate – prosegue Demattio – tirano per rientrare il più in fretta possibile, mettendo spesso in difficoltà i proprietari. Se poi scoppia un petardo nelle vicinanze, l’agitazione aumenta ulteriormente”.
In alcuni casi la reazione di paura può trasformarsi in vero e proprio terrore. “C’è chi inizia a tremare, chi entra in uno stato di “freezing”, rimanendo immobile e bloccato dalla paura”, sottolinea la veterinaria. Anche una volta rientrati in casa, per molti animali il disagio non si esaurisce: possono faticare a calmarsi, perdere l’appetito, isolarsi e apparire quasi apatici. Non vanno poi trascurati gli effetti a medio termine, conclude la veterinaria: “Durante questo periodo possono riacutizzarsi vecchi problemi di salute o riemergere disturbi comportamentali mai del tutto risolti”.












