Addio al Generale dei carabinieri Massimo Stefanizzi. Zaia: "Uomo dello Stato, dell'arma e delle istituzioni. La sua scomparsa mi colpisce anche personalmente"
Nel 2023 era stato nominato al comando dell'Interregionale Carabinieri "Vittorio Veneto", con direzione su quattro regioni, Emilia Romagna, Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Pochi mesi fa era stato insignito della cittadinanza onoraria di Trieste. "Accanto al profilo istituzionale, resta soprattutto il ricordo di una persona perbene, disponibile, umana, capace di unire fermezza e sensibilità" ricorda l'ex Governatore veneto

TRENTO. L'Arma dei Carabinieri piange la scomparsa del Generale Massimo Stefanizzi.
Originario di Bisignano, in provincia di Cosenza, dove era nato nel 1960, il Generale Stefanizzi ha frequentato la scuola militare Nunziatella a Napoli, il 161esimo corso dell'Accademia militare di Modena e il Corso Superiore di Stato Maggiore Interforze al Centro Alti Studi della Difesa.
Due volte laureato, ha conseguito altrettanti master. Lunga e prestigiosa la sua carriera, che lo ha portato ad operare praticamente su tutto il territorio italiano, dirigendo - tra gli altri - la Legione Campania, i Comandi Provinciali di Milano e Messina, il gruppo di Monreale, il Radiomobile di Palermo, la Compagnia di Milano Porta Monforte e il Nucleo operativo di Roma Celio.
Nel 2023 era stato nominato al comando dell'Interregionale Carabinieri "Vittorio Veneto", con direzione su quattro regioni, Emilia Romagna, Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Pochi mesi fa era stato insignito sia della cittadinanza onoraria da parte del comune di Trieste che del sigillo della città di Padova.
Commosso il ricordo dell'ex presidente del Veneto Luca Zaia, che con il Generale aveva stretto anche un rapporto d'amicizia personale.
"Ho appreso da poco, con profondo dolore, la notizia della scomparsa del generale Maurizio Stefanizzi - commenta Zaia -, già Comandante Interregionale Carabinieri "Vittorio Veneto", con il quale avevo instaurato nel tempo un rapporto sincero, fatto di stima, rispetto e amicizia".
"Stefanizzi è stato un servitore della Stato esemplare - aggiunge l'attuale presidente del Consiglio regionale di Palazzo Ferri Fini -, un gentiluomo dell'Arma dei Carabinieri innamorato del proprio mestiere, che ha interpretato con rigore, competenza e profondo senso del dovere. Alla guida del Comano interregionale dal 2023, ha avuto la responsabilità di territori importanti come Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige ed Emilia Romagna distinguendosi per equilibrio, autorevolezza e una costante attenzione alle persone, in particolare ai più deboli e fragili. Figlio e nipote di carabinieri, portava con sé una solida cultura del servizio, maturata attraverso un percorso formativo di alto livello e numerosi incarichi operativi e di comando".
Zaia ci tiene anche a sottolineare il grande rapporto che il Generale aveva stretto con il Veneto.
"Accanto al profilo istituzionale - conclude l'ex Governatore veneto -, resta soprattutto il ricordo di una persona perbene, disponibile, umana, capace di unire fermezza e sensibilità. Aveva sviluppato un legame autentico con questi territori e con il Veneto, che sentiva vicino anche sul piano personale. Era da poco entrato in quiescenza dopo una carriera vissuta con dedizione assoluta. La sua scomparsa lascia un vuoto vero, non soltanto nelle istituzioni, ma anche in chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e di apprezzarne le qualità umane. Alla famiglia, all'Arma dei Carabinieri a tutti colori che gli hanno voluto bene rivolto il più sentito cordoglio".
Anche il Sim, il Sndacato Italiano Militari Carabinieri, ha dedicato un ricordo al Generale Stefanizzi.
"Con profonda commozione apprendiamo della scomparsa del Generale di Corpo d’Armata Maurizio Stefanizzi - scrive il Sim -, Ufficiale che ha dedicato l’intera vita all’Arma dei Carabinieri, servendo lo Stato con onore, disciplina e straordinario senso del dovere. Quasi mezzo secolo in uniforme, vissuto sempre accanto ai suoi uomini, guidandoli con autorevolezza, equilibrio e umanità. Un percorso segnato da impegno costante, valori solidi e profondo rispetto delle istituzioni. Oggi l’Arma perde un punto di riferimento, un Comandante, ma soprattutto un uomo che ha incarnato, giorno dopo giorno, il significato più autentico del servire. Alla sua famiglia e a tutti i Carabinieri che hanno avuto l’onore di conoscerlo e lavorare al suo fianco, giunga il nostro più sentito cordoglio. Il suo esempio continuerà a vivere. Signor Generale… che il suo ultimo viaggio sia sereno: voli alto nel cielo, fiero e libero come l’aquila della sua amata Lazio".












