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Trento
24 giugno | 14:56

Cento camion e autobus manomessi e con software truccati: "Inquinavano fino a 5 volte oltre i limiti". Più di 40 mila euro di multa dopo l'operazione "Aria pulita"

Si tratta di una delle più vaste attività di contrasto alle manomissioni elettroniche dei veicoli industriali mai condotte a livello nazionale. L’illegalità ha effetti negativi sia sulla concorrenza tra imprese sia sul piano ambientale

di Redazione

TRENTO. "Aria pulita": il nome dell'operazione di polizia locale a Trento centra il punto della questione. Da inizio anno infatti la polizia locale ha individuato oltre 100 mezzi pesanti omologati secondo la normativa euro 6 oggetto di sofisticate alterazioni al software delle centraline elettroniche del motore e dei sistemi di trattamento dei gas di scarico.

 

Le verifiche tecniche hanno consentito di accertare strategie di manomissione particolarmente sofisticate, realizzate mediante la riprogrammazione dei software di gestione del motore e dei sistemi di abbattimento delle emissioni che rendono di fatto inefficaci alcuni dispositivi destinati alla riduzione degli inquinanti.

 

Gli accertamenti, condotti da personale altamente specializzato, hanno evidenziato come tale fenomeno rappresenti una delle nuove frontiere dell'illegalità nel settore del trasporto commerciale, con effetti sia sulla concorrenza tra imprese sia sulla tutela ambientale.

 

Nel corso delle attività sono state sequestrate decine di centraline elettroniche e supporti informatici ritenuti utili per le indagini tecniche. L'ammontare complessivo delle sanzioni amministrative contestate principalmente ad aziende straniere ha superato i 40 mila euro.

 

L’operazione posta in essere dalla polizia locale assume oggi un'importanza fondamentale per la tutela della salute pubblica. I veicoli alterati possono infatti emettere quantità di inquinanti ampiamente superiori ai limiti previsti dalle normative, contribuendo al peggioramento della qualità dell'aria che ogni giorno tutti respirano.

 

I dati più recenti forniti dalla Commissione Europea evidenziano che in Europa circa 70 mila morti premature sono attribuibili alle emissioni del trasporto su strada. In questo contesto, i controlli stradali finalizzati all'individuazione di queste frodi costituiscono un vero e proprio presidio di tutela della salute collettiva e dell'ambiente e si conferma oggi una delle principali sfide per gli organi di controllo, in un settore nel quale tecnologia, tutela ambientale e sicurezza stradale risultano sempre più strettamente collegate.

 

Di particolare rilievo l'attività svolta dagli agenti nelle giornate del 18 e 19 giugno nei pressi dell’Interporto doganale di Trento: nel corso delle due giornate sono stati controllati circa 40 veicoli tra autobus e camion. Le verifiche tecniche hanno consentito di individuare ulteriori 7 casi di manomissione software e 4 veicoli con livelli emissivi fino a cinque volte superiori ai limiti consentiti

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