Dalle Piccole Dolomiti alla val Maira, serie di valanghe in quota coinvolgono diversi escursionisti: bilancio terribile sulle montagne
E' un bilancio terribile quello di oggi sulle montagne, diversi gli escursionisti morti dopo essere stati travolti e trascinati dalle valanghe che si sono staccate in quota

TRENTO. Tre morti e altri escursionisti rimasti coinvolti in una serie di valanghe, in particolare in Piemonte. E' un bilancio terribile sulle montagne in questo inizio di anno e operazioni in quota particolarmente complesse per i soccorritori con le attività ostacolate dal vento.
Tragedia sulle Piccole Dolomiti nel vicentino. A perdere la vita è stato uno scialpinista veneziano di 50 anni, travolto e trascinato per decine di metri da una valanga mentre scendeva, con un amico, il Vajo Gabele .
I due sono saliti con piccozze e ramponi questa mattina presto dal Vaio Diagonale per poi decidere di rientrare dal Vajo Gabele, che scende da Cima Mesole verso l'Altopiano delle Montagnole. Durante la parte finale del percorso è avvenuto il distacco di neve e sassi che ha trascinato il 50enne per un lungo tratto. Pur rimanendo in superficie, lo scialpinista ha sbattuto sulle rocce affioranti e i soccorritori non hanno potuto far altro che constatare il suo decesso. L'amico è rimasto illeso e trasportato a valle.
Diverse le valanghe che si sono staccate sulle Alpi occidentali. Un distacco è avvenuto intorno a 2.300 metri in val Maira (Cuneo) e ha coinvolto 2 scialpinisti. A intervenire il Servizio regionale di elisoccorso di Azienda Zero Piemonte con il tecnico e l'unità cinofila da valanga del soccorso alpino. L'equipe è stata sbarcata con grande difficoltà a monte dell'evento perché la zona era battuta da vento molto forte.
Le due persone travolte erano già state estratte dalla neve in autosoccorso da altri scialpinisti che si trovavano in zona: una donna è morta, mentre l'uomo è stato recuperato in gravi condizioni di ipotermia.
Nel frattempo l'elicottero ha effettuato una seconda rotazione con altri due tecnici del soccorso alpino e altrettanti del soccorso alpino della guardia di finanza che sono stati sbarcati sempre a monte della valanga. Il personale è riuscito a trasportare l'uomo all'interno del Bivacco Bonelli per le prime cure per il trasferimento all'ospedale.
Successivamente, intorno alle 14 di oggi (venerdì 2 gennaio), è stato lanciato un altro allarme dalla zona del Monte Albergian, Comune di Pragelato (Torino). A intervenire ancora il Servizio regionale di elisoccorso di Azienda Zero Piemonte che con grande difficoltà per il vento ha sbarcato l'equipe completa di unità cinofila da valanga a valle del punto dell'incidente e una squadra di 4 tecnici di valle in una seconda rotazione.
Nel frattempo la donna era stata estratta in autosoccorso dal compagno di gita e presentava un forte trauma toracico e un principio di ipotermia, pur essendo vigile. È stata quindi raggiunta dalla squadra che le ha prestato le prime cure e ha proceduto con l'imbarellamento per il trasporto a valle perché l'elicottero non era più in grado di intervenire a causa del vento.
Da valle è stata preparata una squadra di una quindicina di tecnici del soccorso alpino Piemontese, compreso un medico volontario, che hanno proceduto via terra in direzione della paziente. La barella è stata recuperata verso l'alto per un lungo tratto e in questo momento procede via terra in discesa, assicurata dai tecnici, in direzione di Pragelato.
Il terzo allarme è arrivato intorno alle 15 da un apparecchio satellitare Garmin dalla zona di Partia d'Amount, Comune di Bobbio Pellice (Torino). Si è attivata la macchina dei soccorsi con l'elicottero e con l'equipe al completo, compresa l'unità cinofila da valanga.
Nel frattempo uno scialpinista di nazionalità francese ha raggiunto in autonomia il rifugio Jervis per riferire che il proprio compagno di gita era stato travolto da una valanga e trascinato al fondo di un vallone parzialmente coperto dalla neve. Un'area che è risultata particolarmente pericolosa a causa dei continui distacchi e dell'instabilità del versante.
Individuato e estratto dalla neve, per l'escursionista purtroppo non c'è stato nulla da fare. Il compagno di gita, illeso ma sotto shock, è stato trasportato all’elisuperficie di Pinerolo, a disposizione delle forze dell’ordine per i relativi accertamenti.












