"Dopo l'Askatasuna e Laurentino 38, adesso tocca al Bruno". Forza Italia chiede lo sgombero del Centro Sociale di Trento
"Quando lo Stato interviene per ripristinare ordine e tutela dei beni pubblici, non si tratta di una scelta politica, ma dell’applicazione di principi che devono valere per tutti. Per chi da anni occupa abusivamente locali e spazi pubblici, è evidente che una stagione di tolleranza è giunta al termine" afferma Matteo Bertoldi, segretario provinciale di Forza Italia Giovani

TRENTO. "Dopo i recenti sgomberi a Torino e Roma, ora tocca al Centro Sociale Bruno".
Con una nota ufficiale, Forza Italia Giovani Trentino chiede che, dopo gli sgomberi dei centri sociali Askatasuna di Torino e Laurentino 38 di Roma, ora si proceda nei confronti del Centro Sociale Bruno di Trento per il "ripristino della legalità e del rispetto delle regole".
"A seguito degli sgomberi avvenuti, riteniamo che sia stato compiuto un passo importante nel riaffermare il principio di legalità e il rispetto delle regole democratiche - afferma il segretario provinciale Matteo Bertoldi -. Quando lo Stato interviene per ripristinare ordine e tutela dei beni pubblici, non si tratta di una scelta politica, ma dell’applicazione di principi che devono valere per tutti. Per chi da anni occupa abusivamente locali e spazi pubblici, è evidente che una stagione di tolleranza è giunta al termine. In questo quadro, riteniamo necessario procedere anche con lo sgombero del Centro Sociale Bruno, affinché lo stabile venga restituito alla piena disponibilità della collettività trentina".
La prima vera occupazione da parte dei militanti, che successivamente fonderanno il Bruno, risale al lontano 2002, quando venne utilizzato un edificio abbandonato sotto il viadotto nell'area del piazzale ex Zuffo. Dopo un paio di settimane ci fu il trasferimento a "La Tana", in via Roma, mentre la nascita ufficiale è datata 10 ottobre 2006 quando, sempre nella zona dell'ex Zuffo, venne fondato ufficialmente il Centro Sociale Bruno. La scelta del nome non fu casuale: "Bruno" era il soprannome dell'orso Jj1, ucciso in Baviera pochi mesi prima.
Nel mezzo vanno ricordati l'occupazione dell'ex studentato Mayer sino all'ottobre del 2007 e degli spazi all'ex Dogana (per l'appunto in via Dogana, a Trento), dove l'artista spagnolo Omar Garcia dipinse il "famoso" murales dell'orso. Lì il Centro Sociale Bruno restò sino al 2013, quando i militano occuparono l'attuale sede, a Piedicastello, nella zona delle ciminiere, luogo dove il Centro Sociale Bruno sorge dunque da quasi 13 anni.
"Riteniamo sia giunto il momento di intervenire anche a Trento - aggiunge Noemi Chini, responsabile del settore istruzione del movimento giovanile provinciale di Forza Italia -, dove il Centro Sociale Bruno continua a rappresentare una situazione critica sotto molteplici aspetti. Da anni questo spazio è percepito da numerosi cittadini come un luogo di degrado urbano, spesso associato a episodi di illegalità, disturbo della quiete pubblica e mancanza di controllo. Il Centro Sociale Bruno, infatti, non dispone di alcun titolo legittimo per permanere all’interno dell’immobile in cui ha sede. Questa non è una valutazione ideologica, bensì una constatazione giuridica e amministrativa".
"Forza Italia Giovani Trentino continuerà a sostenere ogni iniziativa volta a garantire sicurezza, decoro urbano e rispetto delle regole, nell’interesse di tutti i cittadini - si legge nella nota ufficiale -. L’obiettivo deve essere quello di assicurare che ogni spazio pubblico sia gestito nella legalità e nell’interesse della comunità, restituendo ai trentini luoghi che appartengono al bene collettivo e che devono essere utilizzati secondo criteri di trasparenza, responsabilità e legittimità".












